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Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal sindacato insieme ai comitati cittadini e alle associazioni ambientaliste contro il decreto per la valutazione d'impatto ambientale legato al progetto del porto crocieristico a Isola Sacra, a Fiumicino. Filt Cgil nazionale e regionale di Roma e Lazio esprimono soddisfazione per le motivazioni della sentenza e parlano di “una decisione che rappresenta un importante richiamo alla necessità di garantire trasparenza, correttezza amministrativa e pieno rispetto delle regole che disciplinano il settore portuale, nella tutela dell’interesse pubblico e delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”.
“Particolarmente significativo – sottolineano i sindacati – è il fatto che il Tar abbia riconosciuto la piena legittimazione del nostro intervento, rilevando l’interesse concreto della nostra organizzazione sindacale rispetto alla corretta classificazione dello scalo e alle conseguenti ricadute sul lavoro portuale e sull’assetto del sistema dei porti. Le motivazioni della sentenza recepiscono quindi una nostra lettura, sostenuta con determinazione durante tutto il procedimento e che è stata condivisa anche dagli altri soggetti intervenuti a sostegno del ricorso, confermando la necessità di affrontare il tema dello sviluppo del porto di Fiumicino nel rispetto delle norme, delle competenze istituzionali e della corretta pianificazione portuale”.
“Continueremo a seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda – afferma infine la Federazione dei trasporti della Cgil –, affinché le future scelte relative al porto di Fiumicino siano assunte nel rispetto della legalità, della programmazione del sistema portuale nazionale e delle esigenze occupazionali del settore”.
Anche le associazioni ambientaliste Comitato Tavoli del Porto, Unione inquilini Fiumicino, Saifo e Lipu-BirdLife Italia, insieme con Italia Nostra e Ancip, salutano la notizia come un "pronunciamento segna un punto fermo nella tutela della salute pubblica e dell’ambiente di Isola Sacra”.
“L’esito del giudizio – scrivono in un comunicato congiunto – rappresenta una conferma fondamentale delle ragioni tecniche, ambientali e legali sostenute in questi anni dalle associazioni e dai comitati. La decisione del tribunale blocca un’opera dall’impatto critico per l’ecosistema della foce del Tevere e per la salute dei cittadini del litorale. La sentenza restituisce centralità alla partecipazione dei cittadini e alla salvaguardia del territorio”.
Le associazioni parlano anche di una vittoria di portata nazionale, con ripercussioni importanti sulla portualità e sulla gestione del territorio del Paese: “La lotta per un futuro sostenibile non si ferma qui, ma da oggi siamo più forti”.
























