Migliaia di persone sono scese in piazza oggi a Locri, nella Giornata nazionale della memoria e dell'impegno contro tutte le mafie. "È un appuntamento importante, oggi è primavera: vorremmo che qui, dalla Calabria, partisse una primavera di legalità per tutta Italia. Può essere una giornata simbolo". Lo ha detto il segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato, a RadioArticolo1. "Esprimiamo la nostra solidarietà a Don Ciotti per le scritte che sono apparse ieri - ha aggiunto il sindacalista -. Ma la Calabria non è questa: la nostra regione si impegna a rimboccarsi le maniche per costruire un percorso di legalità".

Una manifestazione piena di giovani. "A loro dobbiamo guardare con grande attenzione - secondo Sposato -, occorre ascoltare e dare risposte. Per questo c’è il nostro Piano del lavoro, e per questo bisogna investire sulla scuola e sull'occupazione. I ragazzi dobbiamo tenerli in Calabria, non possiamo far passare l’idea che dopo gli studi dovranno cambiare regione". Sui referendum su voucher e appalti, ha aggiunto, "continuiamo la nostra mobilitazione finché il decreto non verrà trasformato in legge dello Stato".

 

"Abbiamo sempre ritrovato la forza e la dignità per riprendere la lotta alla criminalità, anche davanti ai fatti più drammatici". Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, è intervenuto ai microfoni della radio della Cgil. "Molti drammi hanno segnato la coscienza del nostro paese - questa la sua riflessione -, davanti a cocenti sconfitte è venuta la voglia di domandarsi chi ce lo fa fare. Per fortuna, però, abbiamo sempre risposto: proprio quando sono stati più minacciati i valori della giustizia e legalità, scritti nella Costituzione, in quel momento siamo riusciti a riaffermarli nella comunità  a infondere fiducia nelle istituzioni". 

Grasso ha ricordato le vittime della mafia, un elenco molto lungo. "Quegli uomini sono esempio di rettitudine, servizio alla comunità, amore per le istituzioni - ha affermato -. Il loro ricordo però non si esaurisce in questo: la loro vera grandezza è quella di avere dato vita a un impegno diffuso, aver infuso nelle coscienze di tutti la necessità di fare la propria parte. Ci hanno lasciato un patrimonio di idee che è fondamentale trasmettere nelle nuove generazioni".

Da parte sua, la Camera del lavoro di Palermo ha ribadito l'impegno contro la criminalità organizzata nelle parole del segretario generale, Enzo Campo. "Ci impegniamo ogni giorno nel recupero della memoria che non sempre siamo riusciti ad esercitare: nella nostra storia tanti sindacalisti, operai, capilega hanno pagato con il prezzo della vita il loro impegno a difesa del lavoro. Nel passato il sistema economico si basava sullo sfruttamento, sul peso che aveva la criminalità organizzata come gendarme del mondo agrario".

Nel sindacato di oggi stanno insieme la lotta alla mafia e la lotta per il lavoro. “Il ricordo e la memoria non sono fini a se stessi: attraverso di essi arriviamo a capire anche i nostri giorni. Ciò che manca nel Mezzogiorno è sempre il lavoro: non c’è occupazione a sufficienza, in più il lavoro che c’è pone condizioni che non permettono la dignità delle persone". Un lavoro che, quando c'è, non è basto sulla qualità: "Il diritto non è un orpello - ha detto ancora Campo -, ma è la condizione imprescindibile per far esercitare agli uomini la loro libertà e la democrazia. Il giusto profitto ci può essere, ma dentro un sistema di regole: oggi come nel passato, il lavoro deve uscire dalla schiavitù e il diritto per il lavoro diventa il tema centrale. La memoria dei movimenti antimafia risulta quindi centrale".

“Il lavoro, la scuola, i servizi sociali restano il primo antidoto alla peste mafiosa”. Lo ha detto don Luigi Ciotti a Locri, nel corso dell'iniziativa di Locri (qui il podcast). “Se oggi il male è così diffuso – ha aggiunto –, è perché l'ingiustizia si è alleata con le nostre omissioni. Alcune misure urgenti sono state umiliate insieme alle mafie, il male principale nel nostro Paese resta anche la corruzione”. Per questo, “è urgente approvare la riforma ferma da un anno e mezzo sulla confisca dei beni e rafforzare l'agenzia. Questi beni dobbiamo portarglieli via tutti, ma proprio tutti e quando possibile restituirli alle comunità. Nessun arretramento sulle misure in materia di appalti, nessun compromesso al ribasso sulle intercettazioni per tutelare la verità”. Don Ciotti ha ricordato Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino, “i magistrati, ma c'erano anche gli sbirri e quest'anno ricorrono i 25 anni dalle loro stragi. Vi prego non dimentichiamoli, siamo qui perché amiamo la vita. Amiamo questa Calabria, oggi tutti ci sentiamo calabresi e ci sentiamo sbirri".

 

"Da questa piazza vengono messaggi importanti". Lo ha affermato il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra. "L’impegno di tutti è straordinario e ci dice che una società giusta si costruisce garantendo diritti, tutele e formazione. Bisogna insomma garantire una nuova cultura della legalità, è così che si superano le diseguaglianze". Per la Cgil, ha continuato Massafra, il lavoro è emancipazione sociale e luogo di unificazione dei diritti, lo riteniamo imprescindibile per migliorare la condizione del Paese”. I referendum su voucher e appalti sono collegati al grande tema della legalità: “Nel nostro progetto vogliamo assumerci una responsabilità nei confronti di chi sta peggio: chi lavora in appalto e con voucher rappresenta il culmine della precarietà. Per questo la nostra campagna sui quesiti referendari si collega certamente alla giornata di oggi: per evitare che il malaffare si appropri del mondo del lavoro".

(a cura di E.D.N.)