Laura Pennacchi
IL SOGGETTO DELL’ECONOMIA
Dalla crisi a un nuovo modello di sviluppo
Attraverso un percorso decostruttivo e ricostruttivo Laura Pennacchi formula la possibilità di un “neoumanesimo” in grado di alimentare un nuovo modello di sviluppo e contrastare l’agente economico del neoliberismo. Un agente che non è soggetto bensì una macchina calcolatrice che massimizza «mezzi» dati rispetto a «fini» dati, senza riflettere né sui «mezzi», né sui «fini». Desoggettivazione individuale e collettiva, desocializzazione dell’individuo, depoliticizzazione della società hanno costituito i fondamenti della finanziarizzazione, della commodification, della denormativizzazione al centro del modello di sviluppo neoliberista deflagrato con la crisi globale e con la sua drammatica catastrofe occupazionale. Dopo la lunga fase del «disincanto» è possibile dare vita a un nuovo reincantamento, senza tornare a essere vittime del costume e della tradizione, bensì gravitando su soggettività, socialità, responsabilità, riarticolando da lì un discorso neoumanistico sui «fini».

Assunta Signorelli
PRATICARE LA DIFFERENZA
Donne, psichiatria e potere
A cura di Dario Stefano Dell’Aquila e Antonio Esposito. Prefazione di Renate Siebert
A distanza di quasi quarant’anni dalla legge 180, un libro che raccoglie le riflessioni di una delle principali protagoniste dell’esperienza di Franco Basaglia. Attraverso la memoria dell’esperienza concreta condotta accanto a Basaglia al manicomio “San Giovanni” di Trieste, Assunta Signorelli rilegge quella svolta epocale ed esprime giudizi fortemente critici su ciò che di quella rivoluzione è rimasto nelle tendenze prevalenti in campo psichiatrico. E lo fa dipanando le sue riflessioni attorno a un tema centrale: quello delle differenze di genere e del rapporto tra genere e psichiatria. Una costante riflessione sul proprio agire quotidiano di psichiatra di una donna che, a partire dall’esperienza triestina, ha messo alla prova il suo saper fare. Un sapere pratico e politico, consapevole che la salute di una persona con sofferenza psichica è una conquista della persona e non un dono dello psichiatra.

Giulio Moini (a cura di)
NEOLIBERISMI E AZIONE PUBBLICA
Il caso italiano
L’attuale crisi economica e finanziaria ha stimolato un intenso dibattito scientifico sulle cause della crisi stessa e sulle possibili risposte. In questo quadro si è aperto un confronto sulle politiche orientate al mercato e alla competitività, con particolare riferimento alle caratteristiche e al destino del paradigma di azione pubblica di tipo neoliberista. Ma quali tipi di politiche neoliberiste si sono affermate in Italia in questo stesso arco temporale? Con quali differenze e similitudini nei diversi settori di intervento? E cosa spiega la perdurante egemonia degli interessi e delle idee del neoliberismo in Italia? Il libro ricostruisce sistematicamente le forme assunte dal neoliberismo italiano in differenti ambiti e scale di azione pubblica: bilancio e finanza pubblica, mercato del lavoro, welfare state, istruzione, programmi per le smart city, uso dello spazio urbano, sicurezza nelle città.

Alberto Olivetti
PER UN RITRATTO DI PIETRO INGRAO
Lenola 1984. Pietro Ingrao è alla soglia dei settant’anni, corregge delle bozze delle sue poesie, una prima raccolta di versi che pubblicherà con Mondadori. Lo ritrae Alberto Olivetti che non ne ha neanche quaranta. Un dialogo tra due generazioni, tra la poesia e la pittura. Dopo quella prima stagione Ingrao continua a scrivere poesie e nell’aprile del 1994 una seconda raccolta appare ne «Lo specchio» di Mondadori, L’alta febbre del fare. I due sono nuovamente nella casa natale di Lenola per alcuni mesi. Olivetti realizza nove dipinti su tavola, relativi ad altrettante poesie di quest’ultima raccolta. In questo libro sono raccolte tutte le opere (esposte al Casino dei Principi di Villa Torlonia dal 18 aprile al 10 maggio 2015 in occasione delle celebrazioni per i cento anni di Pietro Ingrao), insieme a un contributo di Rossana Rossanda, a quello di Silvia Litardi (curatrice della mostra), alle fotografie di Sergio Castellano e a una conversazione tra Ingrao e Olivetti.