Plebiscito per Marcegaglia

La giunta di Confindustria ha approvato con 103 sì la squadra e il programma di Emma Marcegaglia, presidente designato degli industriali. Su 105 votanti solo due sono stati i voti contrari.

Nel presentare la sua nuova squadra in una conferenza stampa, Marcegaglia ha annunciato la priorità della sua presidenza, ossia la riforma della contrattazione, da lei giudicata "ineludibile". 'Il sistema attuale delle relazioni industriali è obsoleto e inadeguato rispetto alle esigenze di un paese industriale moderno - ha detto la neopresidentessa -. È assolutamente necessario cambiare gli assetti e le relazioni sindacali'. Marcegaglia ha parlato della necessità di un forte alleggerimento economico e normativo del contratto nazionale con l'obiettivo di puntare sulla contrattazione di secondo livello. 'Il sindacato - aggiunge Marcegaglia - ha un ruolo importante, ma chiederemo una immediata convocazione di un tavolo per discutere della riforma. Vogliamo immediatamente e silenziosamente lavorare con il sindacato e mi sembra che oggi ci siano le condizioni per farlo'.

La squadra
Questi i vicepresidenti che affiancheranno Emma Marcegaglia alla guida di Confindustria nel prossimo biennio 2008-2010: Antonio Cossato vicepresidente per l'Energia e il Mercato, Cesare Trevisani per le Infrastrutture la Logistica e la Mobilità, Andrea Moltravio resterà vicepresidente per l'Europa (mantenendo la carica avuta con Montezemolo), all'Internazionalizzazione andrà Paolo Zegna, mentre alle Politiche territoriali e i Distretti industriali, Aldo Bonomi. Resterà in squadra Alberto Bombassei confermato alle Relazioni industriali. Bis anche per Gianfelice Rocca vicepresidente per l'Education. La delega per il Mezzogiorno andrà a Cristiana Coppola, mentre la vicepresidenza per l'Organizzazione e lo Sviluppo andrà ad Edoardo Garrone. La Marcegaglia terrà nelle sue mani la delega per il Centro studi e, pro tempore, quella per l'Ambiente e lo Sviluppo sostenibile. Di diritto poi sono in squadra il presidente della Piccola industria, Giuseppe Morandini e il presidente dei giovani che sarà eletto domani (in corsa ci sono Federica Guidi e Cleto Sagripanti). Sempre per il prossimo biennio la Marcegaglia ha affidato alcune deleghe e progetti speciali prevedendo comitati tecnici ad hoc. A Diana Bracco sarà affidato il progetto speciale per la Ricerca, l'Innovazione e la rappresentanza Confindustria per l'Expo 2015. A Salomone Gattegno, andrà il Comitato tecnico per la sicurezza. Ad Angelos Papadimitriou andrà il Comitato tecnico per la presenza delle imprese multinazionali, mentre Luca Garavoglia occuperà il Comitato tecnico per le riforme fiscali. A Paolo Scaroni andrà la delega per le Dinamiche dei nuovi scenari mondiali, mentre Ettore Artioli avrà il Coordinamento della rappresentanza confederale al Cnel.

Sicurezza, modificare le sanzioni
Marcegaglia ha annunciato che chiederà 'al prossimo governo la modifica delle norme restrittive appena introdotte' dal Testo unico per la sicurezza sul lavoro. Secondo Marcegaglia, 'l'inasprimento delle sanzioni fatto dal governo Prodi è stata una scelta profondamente sbagliata. La soluzione deve essere nella diffusione della cultura della sicurezza'. Per la Marcegaglia occorre promuovere 'corsi di formazione aziendale innanzitutto per responsabilizzare imprenditori e controparti sindacali. Serve un salto di qualità per dare concretezza agli sforzi intrapresi nella qualità degli interventi e della formazione e nel coinvolgimento delle strutture associative per la sensibilizzazione dei territori e la piena applicazione delle norme'.

Alitalia, bene il prestito
'Ritengo che il prestito ponte possa essere considerato sensato a patto che dietro ci sia una soluzione vera, di mercato, per Alitalia, altrimenti questo sarebbe un buttar via i soldi'. 'Si parla di una cordata italiana - ha aggiunto - e mi auguro ci possa essere una cordata sia con gruppi nazionali sia internazionali'. Secondo la nuova leader degli industriali, 'Alitalia è stata scarnificata dall'insipienza, dall'assenza di coraggio e di senso di responsabilità di un ceto dirigente interno di cui i sindacati sono stati magna pars'.