Arriviamo ai 70 anni dell’Inca in buona salute, ma anche con tanti nemici. Tuttavia l’idea per cui è nato il patronato è collegata a quella che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro e che i lavoratori debbano avere diritti e prestazioni che siano fruibili. Così Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, nel suo intervento per il 70° anniversario della nascita dell’Inca che si sta svolgendo a Roma, presso l’Acquario Romano.
“Settant’anni – ha aggiunto – non sono stati però sufficienti a convincere tutta la Cgil che i servizi non sono altra cosa dall’attività politica dell’organizzazione. Su questo abbiamo ancora un pezzo di strada da fare, sull’idea che non solo la contrattazione collettiva ma anche la tutela individuale è fondamentale e presupposto per altra contrattazione”.
Il patronato, per Camusso, è importante anche come luogo di ascolto: “Ci sono milioni di persone che passano dai nostri sportelli perché non sanno cosa fare, perché sono disperate. Quando si dice che non c’è stata rivolta sociale nella criusi nel nostro paese, bisogna riconoscere che questo è accaduto perché c’erano luoghi dove le persone ascoltavano, davano risposte, e non ti lasciavano nella solitudine del non sapere cosa fare”.
Quanto alla recente sentenza della Consulta sul mancato adeguamento delle pensioni, per il leader della Cgil, “che quella legge generasse ingiustizie, Inca e Cgil lo hanno detto da subito. Così come in quei giorni dicemmo che avremmo costruito una terra di nessuno per cui le persone non avrebbero più avuto certezza del proprio diritto: quello che poi è diventato il tema esodati. Quando metteremo mano, allora, a una legge che produce così tante ingiustizie”.
Camusso (Cgil): mettere mano alla legge sulle pensioni
19 maggio 2015 • 00:00





















