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Terni: Cgil, vertenza Ast non oscuri il dramma della chimica

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"La vicenda assolutamente prioritaria della questione Ast, rischia di far completamente scomparire la vertenza chimica del territorio, in un momento in cui diventa assolutamente necessario prendere in mano e gestire specifiche vicende che rischiano di sfuggire da ogni controllo facendo naufragare completamente il timido e tardivo processo di possibile re industrializzazione in atto". Così in una nota la Cgil di Terni.

"La questione dell'energia e della centrale Edison va assolutamente risolta nei tempi più brevi possibili - scrive la Cgil ternana - e l'unica soluzione é il suo inserimento nel circuito delle centrali di emergenza, per la sicurezze della rete nazionale, che permetterebbe di tenerla accesa sempre con la riduzione del costo energetico interno del 30%. Questo fatto potrebbe evitare la costruzione di una ulteriore centrale da parte della società Beaulieu, che é in uno stato autorizzativi avanzato, e che metterebbe ancora di più in difficoltà un sistema integrato interno".

"E mentre gli 11 milioni del Cluster per la ricerca sulla chimica verde sono fermi al palo - prosegue il sindacato - a causa delle trattative con Basell, la stessa minaccia di smettere di pagare i costi condominiali, mettendo a rischio il difficile equilibrio dei costi dei servizi, che oggi gravano in modo pesante, su Novamont e Treofan".

"Visti i timidi segnali di ripresa del mercato dei Bioshopper, che sta riconsegnando un po' di volumi allo stabilimento ternano, sarebbe opportuno - afferma ancora il sindacato - provare ad agganciare questa opportunità per rilanciare i progetti ormai stantii di quattro anni fa".

"Il terribile ritardo della rinascita della chimica, rischia ancora una volta di soccombere a causa dei riflettori puntati tutti sulla vicenda Ast - avverte ancora la Cgil di Terni - che però non deve nascondere il fatto che solo nel polo di Terni, dal 2011 ad oggi sono stati cancellati, 300 posti di lavoro diretto (vicende Basell e Meraklon) più una percentuale di indotto, ma soprattutto si stanno perdendo quelle poche opportunità di agganciare il futuro della Novamont che nel frattempo si sta impegnando su molti altri fronti ( da Porto Torres, aRovigo, centri ricerche di Novara e Caserta, l'impianto di Patrica insieme a Mossi e Ghisolfi), con il rischio che il primogenito impianto di Terni diventi sempre più marginale".

La Camera del Lavoro osserva che sta diventando sempre più "marginale la ricerca ternana con il rischio del fallimento definitivo dell'Isrim, anche in presenza di opportunità reali per il rilancio di una parte dell'istituto. E mentre accade tutto ciò, il segretario generale della Filctem Cgil di Terni, è stato chiamato dal segretario generale della Filctem nazionale Emilio Miceli al Dipartimento Chimico- farmaceutico nazionale. Un riconoscimento che, nonostante la provenienza dal settore elettrico, la visibilità e la competenza nelle tante vertenze del settore chimico, lo hanno portato a divenire nel tempo punto di riferimento importante per la segreteria nazionale ed anche per gli altri territori.
Un riconoscimento che carica di grandi responsabilità , se calato nel particolare momento che attraversa tutta l'industria chimica-farmaceutica nazionale e quella globale, ma anche per la portata delle deleghe direttamente assegnate".

"Infatti, oltre alla responsabilità diretta su importanti gruppi del settore farmaceutico, quali Menarini e Pfizer, Sergio Cardinali avrá il compito di fare un bilancio della attuale situazione di tutti quei siti chimici interessati da operazioni di bonifica e/o progetti di reindustrializzazione e l'evoluzione della Green Chemical - scrive ancora la Cgil di Terni - Particolare attenzione dovrà andare ai siti di Porto Torres e Porto Marghera, ma contestualmente sarà l'occasione anche per lavorare sul caso "Terni". Oltre a ciò anche il compito di ricostruire, attraverso il contributo dei territori interessati, la filiera della chimica nazionale e fare il punto sul valore aggiunto che questo settore può e deve costituire per l'industria manifatturiera del nostro paese, in stretta collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico. Un compito arduo e difficile, ma anche stimolante che può anche tornare utile alla vertenza per la chimica ternana, per la quale conserverà ancora, l'incarico di Segretario generale".