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La scheda

I dieci punti del manifesto

Foto: Agenzia Sintesi / Livio Senegalliesi
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Dalla transizione ecologica alla riduzione delle spese militari, dallo ius soli ai patti educativi territoriali: ecco il decalogo per un nuovo welfare

Nel manifesto dal titolo "Rilanciare e ripensare il welfare di prossimità, le politiche giovanili e i diritti di cittadinanza dentro il Piano nazionale di ripresa e resilienza e nella transizione ecologica", la rete “Per un nuovo welfare” chiede al presidente del Consiglio Mario Draghi, ai ministri Andrea Orlando, Roberto Speranza, Marta Cartabia, Patrizio Bianchi, Mara Carfagna e alle Commissioni Affari sociali e Affari costituzionali di Camera e Senato – per il concetto di "ricostruzione sociale" che ha costituito larga parte del primo discorso di Draghi al Senato in occasione della fiducia al governo – di essere ascoltata per fare la propria parte nella progettazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e nell’avvio della nuova straordinaria esperienza istituzionale del ministero della Transizione ecologica.

Sono dieci i punti di proposta che il manifesto di “Per un nuovo welfare” chiede al Governo Draghi di tenere in considerazione nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e nella programmazione della transizione ecologica:
1. Rafforzare e qualificare il sistema sanitario nazionale pubblico e universale, ridisegnando e potenziando la rete della medicina territoriale, i servizi socio-sanitari di prossimità. Completare la riforma dei budget di salute e delle Case della salute/Case della comunità come principale forma del welfare di prossimità, riconvertendo il sistema delle rette della sanità privata in un sistema di co-progettazione personalizzata, capace di incidere sulle determinanti sociali della salute. Dopo la débâcle delle Rsa è il momento passare da una logica dei “posti letto” a una cultura del caregiving, anche attraverso un vero investimento a favore dell’accoglienza diffusa delle persone anziane e la mobilitazione proattiva degli anziani a favore del welfare e dell’ecologia integrale, anche nella forma del “servizio civile degli anziani”.
2. Riformare il reddito di cittadinanza, anche in considerazione del fallimento del sistema dei navigator. In particolare, “Per un nuovo welfare” propone con forza e convinzione la forma dei Patti per l’imprenditoria civile, promuovendo la sinergia tra diversi strumenti di inclusione e di sviluppo come il microcredito, Resto al Sud, i Piani di sviluppo rurale e la difesa dei piccoli comuni, gli incentivi alla cooperazione di comunità.
3. Riprendere il cammino interrotto nel 2018 di riforma dell’ordinamento penitenziario. La "riforma Orlando" prevedeva, in sostanza, un ribaltamento della pena che la società civile sostiene ampiamente e da tempo: la pena detentiva nelle case circondariali come misura “residuale”, rispetto alle misure penali alternative, che dovrebbero costituire la principale forma di esecuzione penale personalizzata.
4. Riprendere il cammino verso il riconoscimento dello ius soli e dello ius culturae. Urge rilanciare l’accoglienza diffusa dei Sistemi di accoglienza e integrazione (Sai), che oggi coinvolgono solo 1.100 sugli 8 mila Comuni italiani.
5. Sostenere la comunità educante con importanti finanziamenti per i patti educativi territoriali, i budget educativi e l’integrazione scolastica degli alunni stranieri come principali strumenti di contrasto alla povertà educativa. Urgono strumenti di co-progettazione formativa ed educativa che diano valore al capitale sociale del Paese. Occorre uscire quanto prima dalla logica della “formazione a progetti” che allarga lo iato tra i primi della classe e gli ultimi, investendo sulle leve comunitarie e sugli ambienti di vita.
6. Sostenere le filiere corte, l’agricoltura biologica, sociale e inclusiva, e i sistemi agricoli che creano coesione sociale nei territori in declino demografico ed economico; finanziare il welfare rurale, differenziandolo dal welfare urbano e metropolitano.
7. Riconoscere il valore economico dei servizi ecosistemici, di cui alla legge Borghi per i piccoli comuni e le aree interne.
8. Investire sulle fonti rinnovabili favorendo l’abbattimento dei costi di consumo di energia, soprattutto per l’edilizia pubblica e la residenzialità popolare, andando oltre le forme di investimenti a favore delle imprese, garantendo il beneficio in bolletta direttamente al cittadino virtuoso; finanziare i piani di mobilità sostenibile urbana dei piccoli e medi comuni, anche se in dissesto, con fondi dedicati.
9. Avviare una graduale riduzione delle spese militari e la riconversione a fini civili delle industrie che producono armamenti (specialmente se a controllo statale). Sarebbe poi necessaria l’istituzione del ministero della Pace per la diffusione di una cultura di pace, per prevenire la violenza e dare voce ai cittadini e ai gruppi che ogni giorno costruiscono la pace attraverso un impegno costante per la promozione delle libertà fondamentali e dei diritti internazionalmente riconosciuti.
10. Investire nell’educazione alla pace e nella difesa non violenta della patria, appostando nel Pnrr il doppio degli attuali fondi dedicati al servizio civile universale, affinché il servizio civile sia davvero un diritto esigibile universalmente da chi ne fa richiesta: anche quest’anno sono stati circa 70 mila i giovani che avevano fatto domanda a cui è stato detto no per mancanza di budget. In dieci anni è stata respinta la voglia di impegno di almeno 600 mila giovani. L’Italia non può permettersi un simile spreco in coesione sociale.

ELENCO DEI FIRMATARI
Reti nazionali
Angelo Righetti, Fondatore della Rete di Economia Sociale Internazionale
Angelo Moretti, Presidente Rete Economia Sociale Internazionale e Presidente Consorzio Sale della Terra Alberta Basaglia e Maria Grazia Giannichedda, Fondazione Franco e Franca Basaglia
Andrea Morniroli, Forum Diusuguaglianze Diversita?, Dedalus
Antonio Corbari, Presidente AIAB , Associazione Italiana Agricoltura Biologica
Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione con il Sud e Presidente Impresa Sociale con i Bambini
Carlo Borzaga, Presidente Euricse
Don Francesco Soddu, Direttore Caritas Italiana
Don Marcello Cozzi, Presidente Fondazione Nazionale Interesse Uomo, Onlus di Potenza
Don Virginio Colmegna, Presidente Fondazione Casa della Carita?
Enzo Costa, Presidente nazionale Auser
Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola
Ernesto Preziosi, Presidente Argomenti2000
Gabriella Raschi, Presidente nazionale Gruppi di Volontariato Vincenziano – AIC Italia
Giovanna Del Giudice, Presidente Conferenza Salute Mentale Franco Basaglia
Giovanni Battista Costa e Leonardo Becchetti, NEXT Nuova Economia per Tutti Giovanni Paolo Ramonda, Responsabile generale Associazione Comunita? Papa Giovanni XXIII Gisella Trincas, Presidente UNASAM
Giulio Santagata, Rete di Economia Sociale Internazionale
Ivan Stomeo, Presidente Fondazione Futurae Onlus
Luciano Carrino, Presidente Kip School International
Luigi Scarola, Centro per l’Economia Sociale-Nomisma
Luigino Bruni ed Elena Granata, Scuola di Economia Civile
Marco Gargiulo, Consigliere Fondazione “Ebbene”
Maria Grazia Guida, Presidente Associazione Amici Casa della Carita?
Matteo Truffelli, Presidente Azione Cattolica Italiana
Patrizio Gonnella, Presidente Associazione “Antigone”
Pietro Vittorio Barbieri, Vicepresidente Diversity Europe Comitato Economico Sociale Europeo
Riccardo Bonacina, Fondatore e Coordinatore editoriale di Vita NoProfit
Riccardo De Facci, Marina Galati, Caterina Pozzi, Presidenza CNCA, Coordinamento Nazionale Comunita? di Accoglienza
Roberto Rossini, Presidente ACLI
Rosanna Mazzi?a, Presidente Associazione Borghi Autentici di Italia
Salvatore Cacciola, Presidente BioAS, Associazione Nazionale Bioagricoltura Sociale
Sindaci della Rete dei Piccoli Comuni del Welcome
Stefano Ciafani, Presidente Legambiente Onlus
Stefano Zamagni, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali
Vito D’Anza, portavoce nazionale del Forum Salute Mentale
Sybille Righetti e Silvia Jop, Edipo Re
Reti locali
Alessandro Sirolli, Presidente 180Amici L’Aquila
Angela Natoli, Coordinatore per la rete sociale e la progettazione della Societa? Cooperativa sociale Libera..mente, Palermo
Antonio D’Alessandro, Presidente del Consorzio Parsec
Antonio Sanfrancesco, Presidente Societa? Cooperativa Sociale FILEF Basilicata
Aloisa Moncada di Paterno?, vice Presidente dell’Associazione Palermo Mediterranean Gateway, rigenerazione sociale”
Cesarino Zago, gia? Direttore del Distretto sanitario 1 di Trieste
Cristina Netto, del Gruppo di ricerca e scientifico sui Budget di Salute di Angelo Righetti
don Giacomo Panizza, fondatore “Comunita? Progetto Sud” di Lamezia Terme
don Mauro Frasi, Responsabile Casa Famiglia Caritas del gruppo Reti della Carita?
don Nicola De Blasio, Direttore Caritas Diocesana di Benevento
don Paolo Luigi Zuttion, Presidente Associazione di Solidarieta? Internazionale Jobel Onlus
Elena De Filippo, Presidente Cooperativa Sociale Dedalus
Franco Rotelli, Psichiatra gia? Presidente Commissione Sanita? del Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia Gaetano Giunta, Segretario generale Fondazione Comunita? di Messina
Gianni Tognoni, Dipartimento di Rianimazione ed Emergenza, Universita? di Milano
Giorgio Marcello, Sabina Licursi, Emanuela Pascuzzi, Dipartimento di Scienze politiche e sociali, Universita? degli Studi della Calabria
Giovanni De Plato, Psichiatra
Giuseppe La Rocca, Direttore Fondazione di Comunita? di Agrigento e Trapani
Leandro Limoccia, Presidente Collegamento Campano Contro le Camorre
Lidia De Sanctis, Associazione “Volontariato Giuseppe Tedeschi” Campobasso
Livia Zaccagnini, Operatrice culturale
Luciana Delle Donne, Ceo Fondeur “Made in Carcere”
Maurizio Bonati, Responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica, Istituto di Ricerche Mario Negri, Milano Michele Petraroia, Presidente ANPI Basilicata
Paola Capoleva, Presidente del CSV Lazio