Oggi a parlare saranno loro, riuniti in Assemblea nazionale: i lavoratori e le lavoratrici che hanno il compito di prevenire incidenti e garantire la salute dei colleghi e delle colleghe. Ascoltarli è importante.

È un compito davvero gravoso il loro, visto quanto sostiene l’Inail: “Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e agosto 2021 sono state 349.449 (+8,5% rispetto allo stesso periodo del 2020), 772 delle quali con esito mortale”. Poi sono arrivati settembre e ottobre, e l’inanellarsi di incidenti mortali che hanno portato il presidente del Consiglio a convocare Landini, Bombardieri e Sbarra per ascoltare le proposte delle organizzazioni sindacali per fermare la strage. Sono passati quindici giorni, alle dichiarazioni cosa è seguito?

Risponde Rossana Dettori, che per la segreteria nazionale della Cgil ha anche la delega su salute e sicurezza: Il governo si era impegnato a mandarci dei testi con le norme che vogliono varare. Alcune dichiarazioni del ministro Orlando suggeriscono la sua intenzione a licenziare provvedimenti in sintonia con le nostre richieste. Ci aspettavamo che qualcosa fosse nei decreti usciti dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana, così non è stato. Spero che sia semplicemente un ritardo e non una difficoltà, anche in questo caso, determinata da obiezione e resistenze che giungono da diverse parti come Regioni, Confindustria e datori di lavoro".

"In ogni caso - continua Dettori - sono fiduciosa che, invece, su questo tema il governo agisca velocemente. Non c’è più tempo. Non solo perché è diventato davvero insopportabile il lungo elenco di chi esce di casa per andare a lavorare e la sera non torna. Ma perché con i soldi di Next Generation Eu e i progetti del Pnrr si intensificheranno appalti e investimenti, non possiamo esser colti impreparati. A maggior lavoro e produttività non può corrispondere più incidenti. Deve corrispondere maggiore sicurezza e prevenzione”.

 

In realtà, da tempo che Cgil Cisl e Uil hanno presentato una piattaforma unitaria chiedendo alle forze sociali, agli imprenditori e alle istituzioni di sottoscrivere un vero e proprio “Patto per la salute e la sicurezza sul lavoro”. Vogliamo ricordale le tre-quattro cose che secondo i sindacati vanno realizzate immediatamente.

La prima è sicuramente l'assunzione di persone. Mancano, e da tempo, ispettori. Sia all'Istituto nazionale del lavoro, agli Spresal, i servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro delle Asl, quindi strutture territoriali gestiti dal servizio sanitario nazionale, che hanno compiti di prevenzione. La mancanza di personale è talmente alta che siamo quasi al ridicolo. Non solo, così, non si riesce a fare i controlli, ma non si riesce nemmeno a costruire la cultura della prevenzione.

Insomma se il personale degli Spresal fosse in numero adeguato riuscirebbe ad aiutare i datori di lavoro, soprattutto delle piccole e piccolissime imprese di cui è ricco il Paese, a costruire sicurezza e prevenzione. Il governo si è impegnato, è pronto un bando per le assunzioni di 2.500 persone ma manca l’accordo con le Regioni. Seconda questione, non più dilazionabile, è quella che riguarda la formazione: non è accettabile che un dipendente venga inserito in un'organizzazione del lavoro senza una seria formazione teorico-pratica, che gli renda evidenti quali posso essere i rischi e come evitarli.

Infine, gli ultimi incidenti hanno reso palese quanto la catena degli appalti e subappalti sia la vera filiera dell’insicurezza. “Abbiamo più volte chiesto vengano chiuse le imprese dove si verificano incidenti, concedendo la riapertura solo dopo la messa a norma”, aggiunge Dettori. E poi occorre introdurre la patente a punti, non solo in edilizia ma in ogni settore. Le aziende virtuose rispetto alle norme su salute e sicurezza devono essere premiate, quelle incuranti delle leggi e della salute dei dipendenti vanno penalizzate. “Da questo punto di vista  - sottolinea la segretaria nazionale - buona l'idea e il lavoro che sta facendo il ministro del Lavoro Orlando sull'unificazione delle banche dati”.

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Ma chi sono gli Rls, che funzione svolgono e perché sono così importanti? Ancora Dettori ci dice: “Svolgono una funzione strategica di  pianificazione della prevenzione, di informazione e formazione dei colleghi. Dovrebbero avere la possibilità di incidere anche sulla pianificazione e l’organizzazione del lavoro. Nostro impegno, che spesso però si scontra con le resistenze dei datori di lavoro, è renderli presenti in ogni luogo di lavoro. Cosi come sono strategici i rappresentanti territoriali, quelli che si occupano di più micro-imprese. A questo proposito bisogna fare in modo che abbiano tutti i permessi necessari a svolgere la propria funzione”.

Ascoltarli allora, dicevamo, è importante. L’Assemblea di oggi sarà introdotta da Rossana Dettori e le conclusioni affidate al segretario generale della Cgil Maurizio Landini. La diretta sarà a partire dalla 10.00 su Collettiva.it