Rassegna.it sta raccogliendo una serie di testimonianze dalle zone a più alto contagio. Ecco le parole e i volti di lavoratrici, lavoratori e delegati sindacali davanti al loro smartphone per raccontarci l’impegno straordinario che stanno mettendo in campo per affrontare la pandemia del Coronavirus.

Andrea Gardoni, operaio di un salumificio a Parma
“Nulla sarà come prima. Spero in un cambiamento, in meglio e per tutti”

Ciao a tutti, mi chiamo Andrea Gardoni, ho 44 anni e faccio l'operaio. Lavoro in un'industria alimentare in provincia di Parma, sono anche Rsu, non vi dirò che sigla sindacale… Lavoro ai tempi del Coronavirus? Non è facile per noi lavorare in questo periodo, perché alla fatica del lavoro quotidiano si aggiungono l'ansia, l’angoscia e la paura. Paura di essere contagiati, paura di portare a casa e contagiare a nostra volta qualcun altro. Usiamo dispositivi di protezione individuale, cerchiamo di mantenere il metro di distanza, ma non è facile mantenere un metro di distanza dalla paura e dall'angoscia sotto le mascherine, sotto le tute. Per un periodo abbiamo sperato tutti che l'Italia chiudesse anche le fabbriche, com’è stato fatto in Cina. Quando abbiamo capito che questo non sarebbe successo, siamo stati felici in qualche modo dell'impegno del sindacato per il protocollo della sicurezza dei lavoratori firmato col governo. La paura e la preoccupazione non sono solo per questo presente così incerto e che fa così paura, ma dal mio punto di vista sono anche per il futuro. Infatti sappiamo che ogni crisi che c'è stata in passato l'hanno pagata i più deboli, l'abbiamo pagata noi lavoratori, l’hanno pagata i disoccupati e i pensionati. Per questo, visto il nostro impegno, visto il nostro rispondere ancora una volta ‘presente’ quando c'è stato chiesto un sacrificio, auspico che per i rapporti futuri con le nostre controparti quando ci saranno da firmare contratti, quando ci saranno da fare accordi, anche il loro atteggiamento sarà di responsabilità come lo è stato il nostro in questo momento. E quindi che non continuino ancora a chiedere sacrifici, a chiedere di togliere i diritti, di risparmiare perché io penso che se usciamo da questa crisi, e ne usciremo, ne usciremo tutti insieme. Ma niente sarà più come prima, non ritorneremo come prima. Io auspico un cambiamento, in meglio e per tutti. 

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Silvana De Stefano, operatrice socio-sanitaria di Parma
“Siamo a contatto con gli anziani, dateci le mascherine”

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Moechine El Arrag, della Fp Cgil Modena
“Nelle case di residenze per anziani la situazione è drammatica, aumentano i contagiati”

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Rita Angelino, lavoratrice e Rsu Bosch a Reggio-Emilia:
“Non ci arrendiamo” 

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Mauro Russo, Rls di un lanificio a Prato
"Così applichiamo il protocollo per la sicurezza"

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