“Nessuna apertura su subordinazione, compensi e tutela dal caldo”. Sono queste le motivazioni che hanno spinto il Nidil Cgil ad alzarsi oggi (venerdì 26 giugno) dal tavolo convocato da Confcommercio — che riunisce anche Conftrasporto e AssoDelivery, entrambe aderenti alla stessa Confcommercio — sulle regole del food delivery.

“Una scelta netta”, spiega il sindacato: “Le aziende non hanno mostrato alcuna apertura reale sulla modifica della loro organizzazione del lavoro, né sulla subordinazione per chi lavora con continuità, né sui compensi che superino il cottimo, né sulle tutele per chi è esposto al caldo estremo e al rischio di colpi di calore”.

Il riferimento è in particolare a Glovo-Foodinho e Deliveroo, sottoposte a controllo giudiziario da parte della Procura di Milano, che inquadrano le proprie collaboratrici e i propri collaboratori con partita Iva o come collaborazione occasionale. È questa la radice dello sfruttamento rilevata dall' autorità giudiziaria.

“Chi lavora ogni giorno con continuità va qualificato come subordinato, con conseguente accesso ai diritti che ne derivano”, commentano Francesca Re David (segretaria nazionale Cgil), Andrea Borghesi e Roberta Turi (segreteria nazionale Nidil Cgil): “Va detto che anche le ultime modifiche sui compensi operate da Glovo non hanno cambiato le cose”.

Re David, Borghesi e Turi rilevano che “è inaccettabile che il cottimo continui a tenere bassi i compensi e si scarichi il rischio economico su lavoratrici e lavoratori, anche nei giorni di stop per le ordinanze anti-caldo in cui restano senza continuità reddituale”.

I tre dirigenti sindacali così concludono: “Risulta incomprensibile, infine, la scelta di Confcommercio di proseguire comunque la trattativa con una sola organizzazione sindacale, mentre è in corso un confronto tra le parti datoriali e le confederazioni Cgil, Cisl e Uil proprio sui temi della rappresentanza e della contrattazione sulla base di un'impostazione unitaria. Invitiamo, pertanto, tutte le parti in causa a un'attenta riflessione”.