La Sicilia ha grandi potenzialità nello sviluppo delle energie rinnovabili, ma rischia di restare indietro senza una strategia chiara e condivisa. È il messaggio lanciato da Cgil e Filctem Cgil Sicilia durante una tavola rotonda organizzata a Palermo nell’ambito dell’evento Think Tank Transizione Energetica e Rinnovabili. Secondo il sindacato, tra le opportunità offerte dalla transizione e la realizzazione concreta dei progetti esiste ancora un divario significativo, dovuto soprattutto alla mancanza di programmazione e alla lentezza dei processi autorizzativi.

Iter lunghi e obiettivi lontani

Durante il confronto è emerso che l’isola è in ritardo sugli obiettivi fissati per il 2030. Le realizzazioni legate allo sviluppo delle fonti rinnovabili si attestano intorno al 40%, un dato che evidenzia quanto il percorso sia ancora lontano dal traguardo. “I progetti troppo spesso rimangono impantanati in macchinosi iter autorizzativi”, ha sottolineato il segretario generale della Filctem Cgil Sicilia, Pino Foti, evidenziando come una maggiore concretezza nelle decisioni potrebbe generare benefici economici e occupazionali rilevanti.

Energia, lavoro e costi delle bollette

Per il sindacato la transizione energetica rappresenta una leva fondamentale non solo per la sostenibilità ambientale ma anche per lo sviluppo economico dell’isola. Le rinnovabili, ha spiegato la segretaria confederale della Cgil Sicilia Gabriella Messina, possono produrre ricadute significative sull’economia e sull’occupazione. Allo stesso tempo contribuirebbero a ridurre i costi dell’energia, un tema particolarmente sensibile in una fase segnata dalle tensioni internazionali e dal rischio di nuove crisi energetiche legate alla guerra in Medio Oriente.

Filiera industriale e grandi player

Secondo Cgil e Filctem la crescita delle rinnovabili deve accompagnarsi anche allo sviluppo di una filiera industriale radicata nel territorio. Questo significa puntare sull’installazione degli impianti ma anche sulla produzione della componentistica e delle tecnologie necessarie al funzionamento dei sistemi energetici. Per Francesco Lannino, della segreteria Filctem Cgil Sicilia, una programmazione efficace dovrebbe favorire anche la nascita di una filiera manifatturiera dedicata alla produzione di hardware e software per gli impianti solari ed eolici.

Il ruolo dell’idroelettrico

Tra le prospettive indicate dal sindacato c’è anche il potenziamento della produzione idroelettrica. Secondo Cgil e Filctem sarebbe possibile aumentare la capacità attraverso il ripristino e l’ampliamento dei bacini esistenti. Allo stesso tempo la realizzazione di nuovi bacini destinati alle centrali idroelettriche di pompaggio potrebbe svolgere un ruolo strategico per l’accumulo di energia e per il bilanciamento della rete elettrica. Un intervento che, oltre a rafforzare il sistema energetico, potrebbe contribuire anche alla modernizzazione del sistema idrico dell’isola, sia per uso civile sia per l’irrigazione agricola.

Un’occasione per l’isola

Se accompagnato da scelte politiche e industriali coerenti, il processo di transizione energetica potrebbe trasformare la Sicilia in uno dei principali poli di produzione di energia rinnovabile del Mediterraneo. Per il sindacato si tratta di un passaggio decisivo: sviluppare le rinnovabili non significa solo ridurre le emissioni, ma costruire un nuovo modello di sviluppo capace di rafforzare economia, lavoro e autonomia energetica dell’isola.