A Trieste il servizio idrico torna al centro del confronto tra sindacato e istituzioni. La Filctem Cgil prende posizione contro l’ipotesi di una gestione in house, indicando invece nella gara pubblica la strada da seguire. Il tema non riguarda solo l’organizzazione del servizio. In gioco ci sono occupazione, investimenti e tenuta industriale di un settore strategico per il territorio.

Il ruolo della gestione industriale

Secondo il segretario provinciale della Filctem Cgil Trieste, Fabrizio Zacchigna, l’attuale gestione industriale garantita da AcegasApsAmga rappresenta un punto di equilibrio costruito nel tempo. Stabilità occupazionale, continuità operativa e capacità di investimento vengono indicati come elementi centrali, soprattutto in una fase segnata dalla transizione ecologica e dalla necessità di ammodernare le infrastrutture. Il timore è che un cambio di governance possa interrompere questo percorso, mettendo in discussione risultati consolidati.

I rischi della gestione in house

La contrarietà del sindacato si concentra sugli effetti concreti di una gestione diretta. A Trieste, secondo la Filctem, l’ipotesi in house, con l’uscita da un grande gruppo industriale e il passaggio a una gestione pubblica regionale integrata, aprirebbe una fase di incertezza per centinaia di lavoratrici e lavoratori e rischierebbe di indebolire l’efficienza organizzativa costruita negli anni.

Non solo. Zacchigna richiama il rischio di un “nanismo d’impresa”, cioè una riduzione della capacità industriale e finanziaria del gestore. Un passaggio che potrebbe limitare la possibilità di affrontare le sfide future, a partire dagli investimenti su reti e sostenibilità.

La richiesta: gara pubblica

Per la Filctem la soluzione passa da una gara pubblica. Una scelta che, secondo il sindacato, garantirebbe trasparenza, qualità del servizio e livelli adeguati di investimento. Non un’opzione rinviabile, ma un passaggio necessario per mantenere equilibrio tra interesse pubblico e sostenibilità economica del sistema.

In questa prospettiva, la tutela del lavoro resta un punto centrale. La stabilità occupazionale viene legata alla solidità del modello industriale.

Tariffe e scontro politico

Nel dibattito entra anche il tema delle tariffe, con una critica esplicita all’uso politico delle bollette. A Trieste, avverte il sindacato, le scelte tariffarie devono restare nei tavoli istituzionali competenti, evitando scorciatoie che possano compromettere la sostenibilità del servizio. Ogni intervento sulle tariffe ha effetti diretti su cittadini e lavoratori, e per questo richiede trasparenza e responsabilità condivisa.

La Filctem sollecita l’apertura di un tavolo di confronto tra tutte le parti coinvolte a Trieste. L’obiettivo è tenere insieme qualità ed efficienza del servizio da un lato e tutela occupazionale dall’altro.