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La Brigata 1’ Maggio della Flai Cgil è partita in direzione Cuba. La delegazione del sindacato dell’agroindustria, composta da 11 persone, si unirà al secondo convoglio europeo promosso da Aicec, l’Agenzia per l'interscambio culturale ed economico con Cuba, nella campagna “Let Cuba Breathe”.
“Rispondiamo alle bombe con la solidarietà verso i popoli. Questa è l’epoca delle aggressioni unilaterali dell’impero statunitense che, non più in grado di competere con un mondo multipolare e con la potenza economica cinese, prova a ristabilire il proprio potere con le armi”, ha affermato Giovanni Mininni, segretario generale della Flai, salutando a Fiumicino la delegazione in partenza.
Per il segretario la missione partita per Cuba ha un alto valore politico, oltre che sociale: “Essere presenti con aiuti concreti sfida chi vuole cancellare l'isola ribelle e anche chi sgancia le bombe. Non basta denunciare la nostra contrarietà alle aggressioni criminali andando a una manifestazione con la bandiera della pace.
Occorre adoperarsi concretamente andando nei luoghi dove i popoli subiscono la prepotenza muscolare di chi vuole eleggersi a nuovo padrone del mondo. Solo attraverso la solidarietà concreta un organizzazione sindacale come la Flai ha la certezza di poter ridare speranza ai popoli che vogliono un mondo migliore”.
La Flai Cgil, che si impegna da sempre nella solidarietà internazionale e intrattiene con Cuba rapporti ventennali, porterà 8 impianti fotovoltaici e 12 bancali di beni alimentari e medicali, latte in polvere, per lo più, per i bimbi nei primi mesi di vita.
"“Nella hall dell'aeroporto di Madrid la solidarietà ha rotto ogni schema: centinaia di pacchi carichi di umanità pronti a sfidare ogni regola e peso. Partiamo per Cuba con il cuore colmo di orgoglio, mossi dal desiderio profondo di dare un sollievo concreto a un popolo che resiste da anni a un embargo sempre più duro” racconta Silvia Guaraldi, segretaria nazionale della Flai a capo della delegazione, la sua narrazione è chiara:
“Questa missione non è solo un viaggio, ma un atto di internazionalismo, fratellanza e pace. Siamo al fianco di chi difende con dignità la propria storia e il proprio presente. Verso il gate, con gli occhi umidi di gioia, sappiamo che questo è solo l’inizio di un cammino comune”.























