Si è svolto questa mattina, presso la sede della Regione Toscana, l’incontro tra le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom e Uilm e Valerio Fabiani, responsabile dell’Unità di Crisi della Regione Toscana, per fare il punto sulla delicata vertenza aziendale di The Italian Sea Group e definire i prossimi passi a tutela del sito produttivo.

Le sigle sindacali hanno chiesto con forza l’attivazione immediata di un percorso condiviso e rapido. La prima tappa imprescindibile deve essere un confronto diretto dell’ente regionale con tutti i soggetti della procedura – inclusi la proprietà e i commissari – volto a fare immediata chiarezza sulle reali intenzioni e sulla strada che intendono intraprendere. Solo successivamente si dovrà procedere a un tavolo in plenaria con tutte le parti coinvolte, finalizzato a individuare un piano industriale serio, che metta al centro la salvaguardia totale dei livelli occupazionali.

Nel corso dell’incontro si è affrontato anche il tema dei manifestati interessi da parte di soggetti terzi a rilevare l’azienda. La Regione ha dato la propria disponibilità a incontrarli, ma Fim, Fiom e Uilm hanno ribadito che qualsiasi trattativa dovrà avere come precondizione vincolante la piena tutela di ogni singolo posto di lavoro. “La situazione all’interno del cantiere è ogni giorno più difficile e la fiducia dei lavoratori sta venendo meno – dichiarano le segreterie sindacali in una nota firmata per Fim da Bruno Casotti, per Fiom da Umberto Faita, per Uilm da Giacomo Saisi –. Non c’è più tempo da perdere. Serve un’accelerazione netta e la riconvocazione del tavolo nel più breve tempo possibile”.Massima preoccupazione è stata espressa, infine, per la tenuta delle ditte in appalto, attualmente in gravissima sofferenza. I sindacati hanno sollevato il problema del rigetto, da parte dell'Inps, delle domande di cassa integrazione ordinaria per alcune di queste realtà dell’indotto, chiedendo un intervento tempestivo per sbloccare la situazione burocratica prima che la crisi diventi irreversibile.

Del Vecchio, Cgil Massa Carrara: “Serve un cambio di passo”

“Serve un cambio di passo – ha detto Nicola Del Vecchio, segretario generale della Cgil Massa Carrara –. Abbiamo la necessità di un confronto serrato con tutti i soggetti coinvolti per evitare che da questa situazione di crisi a pagarne le conseguenze siano quasi esclusivamente le lavoratrici e i lavoratori. Le dimissioni di Costantino erano nell’aria, a dispetto di quanto ha sempre affermato fino ad ora immagino che abbia preso definitivamente coscienza del fatto che il suo nome non rappresenta più una garanzia per gli investitori e per il mercato”.

“Noi pensiamo che serva individuare immediatamente percorsi capaci di favorire un subentro nella gestione del cantiere, sappiamo che ci sono già alcune manifestazioni d’interesse ci aspettiamo siano formalizzate nelle prossime ore. L’indotto – prosegue Del Vecchio – è in ginocchio, ci sono lavoratori che non percepiscono lo stipendio da mesi, serve lavorare da subito all’individuazione di soggetti capaci di garantire continuità lavorativa e un piano industriale capace di occupare tutte le maestranze e garantire un futuro. Questo però non è un compito delle organizzazioni sindacali, pertanto le istituzioni si attivino immediatamente. Ricordo infatti che il cantiere agisce su una concessione demaniale”.

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