Continuità produttiva per tutti i lavoratori, compreso quelli di appalti e sub-appalti, e nessuno “spezzatino” aziendale. Questa la posizione della Fiom Cgil espressa in seguito al tavolo sulla vertenza della The Italian Sea Group (Tisg) che si è tenuto lunedì 6 luglio alla Prefettura di Massa Carrara, dove si è ventilata la possibile cessione dell’azienda. Il prossimo tavolo, stavolta in Regione Toscana, è in calendario per il 20 luglio.

“Qualsiasi ipotesi che venga avanti, rispetto alla tanto auspicata continuità aziendale, non può non tenere in considerazione tutto il battente occupazionale che oggi insiste dentro al perimetro di Tisg”, spiega la Fiom Cgil territoriale: “Con ciò facciamo riferimento non solo alle lavoratrici e ai lavoratori diretti del cantiere, ma a tutto il mondo dell’appalto e del sub appalto”.

La Fiom precisa, dunque, che “qualsiasi operazione, sia nell’ipotesi di continuità di Tisg sia nel caso di subentro di un altro o altri soggetti, deve necessariamente tenere in conto del personale che oggi insiste nel cantiere che deve essere e necessariamente restare lo stesso”.

Riguardo la vendita, la Fiom sottolinea “la ferma opposizione a qualsiasi tipo di scorciatoia. Pertanto qualunque ipotesi venga avanti dovrà tenere assieme tutte le unità produttive oggi presenti in Tisg: dal cantiere della Spezia alla falegnameria di Terni, passando inevitabilmente dall’headquarters di Marina di Carrara. Insomma, se qualcuno ha intenzione di mangiarsi la ciliegina, diciamo fin da ora che prima dovrà prendersi tutta la torta, indotto compreso”.