“Ci teniamo subito a dirlo, anche per noi ‘sparuti sindacalisti’ di Fiom e Cgil non è cambiato nulla in tutti questi anni. Siamo gli stessi rinchiusi dentro i capannoni dodici anni fa, quando i nostri delegati, dopo due anni di Cigs (cassa integrazione straordinaria) vennero relegati dentro la sala mensa. Siamo gli stessi che si sono incatenati fuori dal cantiere dopo due licenziamenti ritenuti illegittimi dal tribunale”.

“Siamo gli stessi – prosegue la nota – che hanno ricevuto minacce, richieste di risarcimento danni milionari per aver espresso le nostre opinioni”. Con queste parole inizia la risposta dei segretari generali di Cgil e Fiom di Massa Carrara, Nicola Del Vecchio e Umberto Faita, a Giovanni Costantino, fondatore del colosso della nautica con sede a Marina di Carrara, The Italian Sea Group, da poco dimessosi dalla carica di Ceo della holding quotata in Borsa a Milano. La grave crisi in cui è precipitata questa realtà produttiva dalla quale dipendono, tra diretti e indotto, i redditi di duemila famiglie, ha portato a una lotta durissima dei sindacati contro il management. 

Cgil e Fiom Massa Carrara: “Noi coerenti, mai cambiato opinione sul signor Costantino, mai presenziato a cerimonie in cantiere”

“Siamo sempre gli stessi – continua la nota della Cgil e della Fiom provinciali – che non hanno mai cambiato opinione nei confronti del Sig. Costantino, tant’è che non abbiamo mai presenziato, a differenza di tante e tanti altri, a cerimonie e presentazioni piene di lustrini e cotillon in cantiere”.

“Rispetto alla narrazione portata avanti dalla proprietà – scrive il sindacato –, siamo e resteremo sempre convinti che, quando la nave va alla deriva, la responsabilità è sempre del comandante a meno che non si decida di provare a risalire sulla barca dalla biscaccina come uno Schettino post moderno”.

“Se poi guardiamo ai fatti e alle ricadute sul territorio – scrivono Cgil e Fiom –, se è vero che la crescita numerica del cantiere è stata sostanziale, è altrettanto vero che a questa non ha mai corrisposto un miglioramento delle condizioni reali di vita delle maestranze. Nessun tipo di contrattazione integrativa, turn over spinto all’estremo, pasti consumati in pineta, uso sistematico e fuori controllo degli straordinari e un clima generale spesso tradotto in contestazioni disciplinari. Se c’è qualcuno che si è veramente arricchito con il cantiere quello è solo Giovanni Costantino”.

Cgil e Fiom Massa Carrara: “Aziende indotto costrette, nell’ultimo periodo, a pagare l’uso dei gabinetti per i propri dipendenti in cantiere”

“Per non parlare poi dei continui contenziosi con le aziende dell’indotto costrette, nell’ultimo periodo, a pagare pure l’utilizzo dei gabinetti per i propri dipendenti in cantiere. Se per Costantino non è cambiato nulla, molto è cambiato per i dipendenti, oggi 90 in meno rispetto a inizio anno e per i molti e le molte lavoratrici dell’indotto, che oltre a non ricevere il pagamento della CIGo lavorano in aziende che faticano a ricevere mensilmente i pagamenti da parte di Tisg – denunciano i sindacati –. Alle istituzioni chiediamo con forza che oltre ai comunicati e ai video propagandistici ci sia un’azione concreta: sono più di due settimane che abbiamo richiesto un intervento nei confronti dell’Inps in merito al rigetto delle CIGo per le aziende dell’indotto, ma a oggi di concreto non c’è nulla”.

“Infine, sulle ipotesi che si stanno affacciando, ribadiamo che oltre alla questione occupazionale monitoreremo con estrema attenzione il piano industriale che verrà presentato senza il quale non ci sarà futuro né per le maestranze né per il territorio. Nessun errore, come dodici anni fa – ribadiscono Nicola Del Vecchio e Umberto Faita –. A differenza di altri noi saremo sempre dalla stessa parte come da 125 anni”.

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