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“La Peg Perego non si chiude”. Questa la posizione di Fiom Cgil, Fim Cisl e Rsu dello stabilimento di San Donà di Piave (Venezia), che venerdì 19 settembre hanno incontrato la direzione aziendale per discutere della proroga degli ammortizzatori sociali che termineranno oggi (martedì 22 settembre).
La proposta fatta al tavolo dall’azienda è di richiedere solo per ulteriori tre mesi, cioè fino al 31 dicembre. In assenza della proroga, l’azienda si sarebbe organizzata per far svolgere a tutta la forza lavoro presente oggi in Peg Perego le consuete 40 ore settimanali. Rsu e sindacati hanno respinto questa proposta ritenendola non accettabile, chiedendo invece di andare in proroga per ulteriori 12 mesi.
“Apprendiamo però in maniera vergognosa una dichiarazione dell’azienda che il rientro a 40 ore settimanali sarebbe solo per fare scorta in magazzino, per poi comunque cessare qualsiasi attività al 31 dicembre”, scrivono Fiom e Fim: “Riteniamo inaccettabile quest’atteggiamento e non vogliamo assolutamente essere complici di queste scelte. La Peg Perego non si chiude”.
Le due categorie rivelano “l’interessamento di due imprenditori esterni che sarebbero già passati in visita allo stabilimento per un sopralluogo. Riteniamo quindi che la proroga dell’ammortizzatore per ulteriori 12 mesi sia l’unica soluzione possibile. Questo per operare e monitorare le migliori scelte future e per garantire la continuità lavorativa a San Donà di Piave”.
Fiom Cgil e Fim Cisl così concludono: “È stato programmato un incontro presso il ministero delle Imprese a Roma per martedì 7 ottobre dove ci aspettiamo di ricevere finalmente il piano industriale. Ci aspettiamo risposte e la presentazione concreta di un progetto che permetta di salvaguardare i posti di lavoro”.























