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Tredici lavoratori dei Cantieri navali dello Stretto, società della Caronte&Tourist, licenziati senza motivo. A un dipendente mancano appena quattro mesi per la pensione. La ragione della decisione aziendale non è chiara, di conseguenza oggi a Messina Fiom Cgil e lavoratori hanno scioperato. Lo stop ha registrato l’adesione totale, si è anche organizzato un presidio spontaneo davanti ai cancelli dell’azienda.
Cgil: “Il settore ha bisogno d’investimenti e occupazione stabile”
“È inaccettabile che la società, potente colosso del settore, decida di mandare a casa i propri addetti mentre annuncia ingenti investimenti in Turchia", dichiara il responsabile Area Politiche industriali Cgil nazionale Michele Azzola: “Chiediamo al governo regionale d’intervenire, questo territorio e questo settore hanno bisogno di investimenti e occupazione stabile”.
Azzola così conclude: “Occorre ricordarlo anche al governo nazionale, che chiama in causa Messina solo per decantare i presunti benefici che deriverebbero dalla costruzione di un'opera inutile e dannosa come il ponte sullo Stretto, ma evidentemente non conosce i tratti della grave crisi sociale e occupazionale che vive la città”.
“Dalla più grande realtà cittadina ci aspettiamo investimenti, tutela dell’occupazione, un confronto con il sindacato”, argomenta il segretario generale Cgil Messina Pietro Patti: “Non certo un provvedimento che va contro il lavoro e inasprisce il clima in un contesto, quello della cantieristica navale, che va rilanciato. Un rilancio che chiediamo contro la desertificazione produttiva del territorio, anche attraverso un tavolo tecnico regionale, e che deve necessariamente passare dalla difesa dei posti di lavoro e da condizioni salariali e contrattuali più dignitose”.
Fiom: “Aziende fanno profitti sulla pelle dei lavoratori”
“Grande riuscita dello sciopero contro i licenziamenti perpetrati a 13 lavoratori dei Cantieri navali dello Stretto. Le motivazioni di questi licenziamenti sono inaccettabili e sono stati chiaramente impugnati dalla Fiom Cgil”: così Samuele Lodi (segretario nazionale Fiom Cgil) e Francesco Foti (segretario generale Fiom Cgil Sicilia).
“La navalmeccanica nel nostro Paese non è rappresentata soltanto da Fincantieri, sono presenti centinaia di aziende, alcune delle quali anche grandi come Cantieri navali dello Stretto”, dichiarano: “In molti casi aziende che operano e fanno profitti sulla pelle di lavoratori ricattati e sfruttati. La nostra azione tutti i livelli sarà sempre più presente in queste realtà per contrastare il dumping contrattuale, irregolarità e illegalità. Tutti i lavoratori della cantieristica navale devono avere i medesimi diritti, tutele e garanzie”.
Per il segretario Fiom Cgil Messina Daniele David “i licenziamenti sono ingiustificati, serve responsabilità sociale da parte di un’azienda che continua ad avere tanto dalla città. Ora ci attendiamo un cambio di passo da parte della società e un intervento da parte delle istituzioni”. Solidarietà anche da altre categorie e lavoratori di imprese del territorio. In presidio con la Fiom e gli operai anche esponenti e delegati di Fillea, Filt, Nidil, la Rsu Fincantieri Palermo e il coordinatore regionale della cantieristica navale Fiom Cgil Serafino Biondo.
























