Lunedì 12 gennaio assemblea drammatica per i 164 dipendenti dell’Inalca, azienda di Reggio Emilia leader in Italia e, come recita il sito web, “uno dei maggiori player europei nel settore delle carni bovine”. Convocata da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil presso il circolo Arci Pigàl in seguito all’incontro tra sindacati e management dell’8 gennaio. Lo scenario è durissimo e manca solo un mese alla scadenza della cassa integrazione straordinaria, prevista per il 10 febbraio.
“Nel corso dell’incontro – scrivono in una nota Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – l’azienda ha annunciato un esubero di personale prossimo alla totalità dei dipendenti occupati nell’ex sito produttivo di Reggio Emilia, distrutto a seguito dell’incendio del 10 febbraio scorso. Una situazione riconducibile al gap dei volumi complessivamente lavorati per Coop Alleanza 3.0 che avrebbe ridotto di oltre il 40% le sue richieste verso Inalca, puntando su altri fornitori, e ad altre cause di natura congiunturale che determinerebbero un rilevante calo sul mercato delle carni bovine”.
Sono queste, secondo il management, le dinamiche che renderebbero impossibile “l’assorbimento dei dipendenti presso gli altri stabilimenti Inalca, contrariamente a quanto sempre affermato dall’azienda in questi mesi”, tanto che l’azienda ha paventato per la prima volta il rischio di un esubero strutturale, peraltro non quantificato nel dettaglio, solo nel corso dell’incontro del 5 dicembre scorso.
Le rappresentanze sindacali hanno accolto con stupore e rabbia le intenzioni del management che hanno tradito radicalmente la discussione sviluppatasi in questi mesi che, si legge nella nota, “non ha mai riguardato il rischio di licenziamenti di massa, ma le condizioni economiche da garantire ai lavoratori che avrebbero accettato di ricollocarsi presso altri stabilimenti del gruppo (principalmente Inalca, Fiorani e Castelfrigo sui territori di Piacenza, Modena e Mantova)”.
Preso atto della grave novità che cambia totalmente il quadro generale della vertenza Inalca, la delegazione sindacale “ha richiesto la convocazione immediata del tavolo di crisi presso la Regione Emilia-Romagna, anche in relazione ai contenuti del verbale sottoscritto in quella sede in data 29 luglio 2025, incontro che si terrà il prossimo venerdì 16 gennaio”.
“Nel corso dell’ultimo incontro le parti hanno convenuto sulla necessità di esplorare tutte le condizioni utili offerte dalle vigenti normative per un’estensione della cassa integrazione straordinaria oltre il termine di febbraio – conclude la nota sindacale –. Inoltre, le rappresentanze hanno ribadito la necessità di costruire percorsi di ricollocazione dei lavoratori tesi a ridurre significativamente il numero degli esuberi prospettati e di implementare tutti gli strumenti utili a una gestione non traumatica e non unilaterale degli stessi”.





















