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Un premio che a regime raggiungerà quota 3.320 euro, con un incremento di 420 euro sul valore nominale, a cui si aggiungeranno 50 euro in welfare per gennaio 2027. E un rafforzamento delle tutele in ambiti strategici. È il rinnovo dell’integrativo del gruppo Nestlé Sanpellegrino, che interessa una platea di oltre 4 mila dipendenti e che prevede un avanzamento significativo sia sul fronte economico che su quello normativo.
Risultati concreti
“Questo accordo, che arriva dopo quelli siglati in Barilla, Campari, Vicenzi e Cargill, dimostra che le nostre piattaforme di rivendicazione stanno ottenendo risultati concreti e che i grandi gruppi dell’industria alimentare hanno colto la necessità di confrontarsi preventivamente con noi sui grandi cambiamenti – commenta Angelo Paolella, segretario nazionale Flai Cgil -. Il tema dell’impatto delle tecnologie, dei processi di finanza e dell’intelligenza artificiale non può risolversi in un modello unilaterale delle aziende, dove i lavoratori diventano semplici numeri. Il nostro obiettivo è ragionare su come questi strumenti possano liberare le persone dal lavoro ripetitivo, faticoso e rischioso, migliorando complessivamente le condizioni dei lavoratori”.
Più garanzie
Maggiori garanzie economiche e contrattuali per il sistema degli appalti, misure specifiche di miglioramento economico e normativo dedicate all’inclusione dei lavoratori con disabilità, al contrasto della violenza di genere, al rafforzamento della sicurezza sul lavoro. E ancora: diritto di informazione preventivo sull’introduzione dell’intelligenza artificiale, sulla digitalizzazione e sulle scelte aziendali del gruppo.
“Si tratta di uno strumento di relazioni industriali che riteniamo indispensabile per governare i processi di riorganizzazione - prosegue Paolella -, e prevenire tensioni, come quelle registrate recentemente a seguito di decisioni unilaterali sui tagli e sulle joint venture nel settore delle acque. Se la logica della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale e dell’efficientamento dei processi produttivi porta a un maggior guadagno, è chiaro che questa ricchezza aggiuntiva deve essere ridistribuita ai lavoratori. Per noi i due grandi temi collegati a questi processi sono l’incremento del salario e la riduzione dell’orario di lavoro”.
L’eccellenza del Made in Italy
La Flai Cgil ribadisce che in un comparto dove il made in Italy rappresenta un’eccellenza globale garantita proprio dalla qualità del lavoro, le persone devono restare al centro della contrattazione. Per questo motivo, l’azione sindacale dei prossimi anni guarderà oltre i confini nazionali. “La sfida sarà portare questi principi normativi di tutela all’interno dei comitati aziendali europei – conclude Paolella -, per garantire strumenti di intervento efficaci anche di fronte alle scelte strategiche delle multinazionali decise al di fuori del nostro Paese”.






















