PHOTO
I sindacati chiedono che la crescita di Plenitude sia accompagnata da un rafforzamento del ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori nelle scelte aziendali. È questo il messaggio uscito dall’incontro tra le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil e l’amministratore delegato della società del gruppo Eni, Stefano Goberti, tenutosi nei giorni scorsi a Milano per fare il punto sulle prospettive industriali, occupazionali e organizzative dell’azienda. Per le organizzazioni, la trasformazione in corso nel settore energetico non può essere affrontata solo con investimenti e innovazione tecnologica ma richiede strumenti nuovi di confronto e coinvolgimento delle persone.
La crescita di Plenitude e il peso della transizione energetica
Nel corso del confronto l’azienda ha illustrato l’evoluzione del proprio piano industriale, confermando la volontà di rafforzare il ruolo di protagonista della transizione energetica. Negli ultimi anni Plenitude ha ampliato il proprio raggio d’azione, passando dalla vendita di energia a un modello integrato che comprende produzione da fonti rinnovabili, servizi energetici, mobilità elettrica e nuove soluzioni per imprese e cittadini. Un percorso che, secondo quanto emerso nell’incontro, sta producendo risultati industriali ed economici rilevanti e che continua a puntare sul mercato italiano come uno degli ambiti strategici di sviluppo, anche dopo l’acquisizione delle attività di Acea Energia.
Il sindacato: crescita e profitti devono tradursi in qualità del lavoro
Filctem, Femca e Uiltec hanno però spostato l’attenzione sulle ricadute della crescita aziendale. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato che i risultati raggiunti da Plenitude devono essere accompagnati da investimenti sulle persone, attraverso formazione continua, sviluppo professionale, riconoscimento economico e miglioramento della qualità del lavoro. Secondo i sindacati, la transizione energetica sta modificando rapidamente competenze e professionalità richieste e proprio per questo è necessario garantire percorsi di valorizzazione adeguati a chi ogni giorno contribuisce ai risultati dell’azienda.
L’intelligenza artificiale entra nel confronto sindacale
Uno dei passaggi più significativi dell’incontro ha riguardato l’impatto delle nuove tecnologie sui processi lavorativi. Filctem, Femca e Uiltec hanno chiesto un monitoraggio costante degli strumenti digitali utilizzati in azienda, con particolare attenzione all’eventuale impiego dell’intelligenza artificiale. Per le organizzazioni sindacali, gli algoritmi non possono sostituire il ruolo delle persone nelle decisioni che riguardano il lavoro. L’innovazione, sostengono, deve restare sotto il controllo umano e contribuire a migliorare la qualità della vita lavorativa, senza comprimere autonomia professionale, creatività e capacità decisionale.
Nuove relazioni industriali per governare il cambiamento
Il punto centrale della piattaforma sindacale riguarda però il modello di relazioni industriali. Le tre organizzazioni ritengono che l’attuale fase di espansione e trasformazione richieda un salto di qualità nei meccanismi di confronto tra azienda e rappresentanze dei lavoratori. L’ingresso in nuovi mercati, l’evoluzione organizzativa e i cambiamenti societari rendono necessario, secondo i sindacati, un sistema più partecipativo e strutturato, capace di affrontare preventivamente le scelte strategiche e le loro conseguenze sull’occupazione, sui salari e sull’organizzazione del lavoro.
Il riferimento alle esperienze di Snam e Saipem
Per sostenere questa richiesta, Filctem, Femca e Uiltec hanno indicato come riferimento alcune esperienze già sviluppate nel settore energetico, in particolare quelle realizzate presso Snam e Saipem. L’obiettivo è costruire strumenti permanenti di partecipazione e condivisione che consentano alle lavoratrici e ai lavoratori di avere un ruolo più incisivo nei processi di cambiamento. Una richiesta che va oltre il singolo confronto aziendale e che si inserisce nel dibattito più ampio su come governare la transizione energetica senza lasciare che siano esclusivamente i mercati o la tecnologia a determinarne gli effetti sociali.






















