PHOTO
Sarà dunque sciopero generale in Spagna. Comisiones obreras e Ugt l’hanno proclamato poche ore prima che Maricarmen Abascal, l’87enne divenuta il simbolo delle proteste per il diritto alla casa, morisse in ospedale a Madrid, dov’era ricoverata dopo lo sfratto subito lo scorso 23 settembre.
Lo stop sarà l'11 novembre, poche settimane prima delle elezioni generali anticipate del 29 novembre. L'Ugt e le Ccoo hanno esortato gli spagnoli a "mobilitarsi per salari migliori, alloggi dignitosi e il controllo dei prezzi di fronte all'inflazione che sta erodendo il nostro potere d'acquisto".
La mobilitazione arriva dopo che i partiti di destra hanno bloccato due provvedimenti urgenti del governo a tutela degli inquilini, presentati in seguito allo sfratto di Maricarmen Abascal, costretta a lasciare la casa in cui aveva vissuto per 70 anni perché non poteva sostenere un aumento del canone del 230%.
È il primo sciopero generale di 24 ore dal 2012, quattordici anni fa.
I due principali sindacati spagnoli hanno quindi accolto la richiesta del Sindicato de Inquilinas, che da settimane guida la mobilitazione sull'emergenza abitativa. "Ci uniremo l’11, così come ci hanno indicato tutti i collettivi che partecipano allo sciopero generale", ha detto il segretario generale dell’Ugt, Pepe Álvarez, parlando all'emittente pubblica Tve. Sarà una protesta per il diritto alla casa, ma è un diritto che porta con sé salario ed economia. "Nel nostro Paese – ha detto Álvarez – non esiste aumento salariale o contratto collettivo che possa tenere il passo con la crescita dei prezzi delle case. Lotteremo affinché le persone che lavorano possano vivere con dignità".
Ovviamente contrarie le associazioni datoriali, che stigmatizzano lo stop come "inammissibile" perché le rivendicazioni non sarebbero "di natura lavorativa".
L’appoggio totale del sindacato europeo
Pieno appoggio, invece, dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces): il suo comitato esecutivo ha approvato una dichiarazione che invita i lavoratori spagnoli a mobilitarsi per difendere i propri diritti in vista delle elezioni anticipate. La dichiarazione sottolinea che “la crisi abitativa è un'emergenza che riguarda tutta l’Europa”. Secondo una ricerca dell'Istituto sindacale europeo (Etui), Madrid è solo una delle 16 capitali dell'Ue in cui il costo medio dell'affitto di un appartamento supera il salario minimo.
La Ces ricorda che anche chi vive fuori dalle capitali deve affrontare gravi difficoltà: in media, nell'Unione europea, l'affitto assorbe il 42% del salario minimo. “Il governo spagnolo – sottolinea la confederazione - ha però dimostrato che esiste un'alternativa progressista, collaborando con i sindacati per rafforzare i salari minimi, le pensioni e la protezione sociale. Una strategia che ha consentito alla Spagna di registrare i più alti tassi di crescita in Europa”.
"Il trattamento vergognoso riservato a Maricarmen Abascal riassume le cause profonde dell'emergenza abitativa che attraversa l'Europa – dice la segretaria generale della Ces, Esther Lynch -. Quello che dovrebbe essere un diritto umano fondamentale viene trattato come una merce”.
Per Lynch "la storia di Maricarmen ha colpito milioni di lavoratrici e lavoratori in tutta Europa, che faticano a pagare l'affitto e sostengono pienamente i lavoratori spagnoli nella loro lotta per un alloggio dignitoso. Maricarmen è morta tragicamente, ma la battaglia continua in sua memoria”.
Conclude la segretaria Ces: "Il governo spagnolo ha fatto assolutamente bene a introdurre misure per garantire che le case servano alle persone e non ai fondi avvoltoio. I partiti di destra e di estrema destra hanno scelto di bloccarle. Affermano di difendere le famiglie lavoratrici, ma al momento del voto si sono schierati con gli speculatori. I lavoratori li giudicheranno in base a come hanno votato, non per quello che dicono”.






















