La sicurezza ferroviaria non può dipendere soltanto dalla capacità dei lavoratori di evitare gli errori. Dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione del 7 ottobre 2026 sul disastro ferroviario del 12 luglio 2016, tra Andria e Corato, le segreterie regionali pugliesi di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti chiedono un’accelerazione nell’ammodernamento tecnologico delle infrastrutture e un sistema di prevenzione che non scarichi le responsabilità esclusivamente sul personale operativo.

Lo scontro tra due treni della Ferrotramviaria sulla linea a binario unico provocò 23 vittime e 51 feriti. La Cassazione ha confermato le condanne del capostazione di Andria, Vito Piccarreta, a sei anni e tre mesi, e del capotreno Nicola Lorizzo, a sei anni e nove mesi. Sono diventate definitive anche le assoluzioni della società Ferrotramviaria, dell’allora direttore generale Massimo Nitti e del direttore di esercizio Michele Ronchi.

In attesa delle motivazioni della Cassazione, la pronuncia conferma l’impostazione dei giudici di secondo grado, che avevano ricondotto l’incidente a un errore umano.

Il nodo dei sistemi di sicurezza

È proprio sul rapporto tra responsabilità individuali e organizzazione complessiva della sicurezza che intervengono le tre organizzazioni sindacali. "Massimo rispetto per la Magistratura, ma la tutela dei trasporti e la prevenzione del rischio non possono gravare unicamente sul fattore umano e sull’ultimo anello della catena lavorativa", affermano congiuntamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Puglia.

Le organizzazioni sindacali esprimono amarezza per una vicenda nella quale, a loro giudizio, il peso delle responsabilità finisce per ricadere sul personale che opera sul campo. La conclusione del processo, sostengono, non esaurisce le questioni legate alla sicurezza ferroviaria e alla necessità di affrontare i limiti tecnologici e strutturali delle infrastrutture.

Al centro della discussione c’è anche il blocco telefonico, il sistema utilizzato all’epoca per regolare la circolazione sulla tratta a binario unico attraverso lo scambio di comunicazioni tra le stazioni. Durante il processo, l’accusa aveva contestato l’adeguatezza del sistema di sicurezza; i giudici hanno invece ricondotto l’incidente all’errore umano. La posizione dei sindacati riguarda ora la necessità di garantire che la prevenzione non dipenda esclusivamente dalla correttezza delle operazioni affidate al personale.

“La sicurezza dell’esercizio ferroviario non può basarsi unicamente sulla fallibilità dell’uomo”, sostengono le tre sigle. Il fattore umano, aggiungono, deve essere protetto e supportato da tecnologie avanzate e da costanti adeguamenti strutturali. Quando il sistema nel suo complesso presenta dei limiti, la prevenzione deve coinvolgere tutti i soggetti responsabili del funzionamento e della sicurezza della rete.

Investimenti e ammodernamento della rete

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Puglia rinnovano il cordoglio ai familiari delle vittime e la vicinanza alle persone ferite nella tragedia del 2016. Allo stesso tempo, chiedono che quanto accaduto sulla Bari-Nord spinga verso un adeguamento tempestivo delle infrastrutture regionali e nazionali ai più elevati standard tecnologici di sicurezza.

"Il Paese ha bisogno di investimenti mirati, controlli stringenti e di una rinnovata cultura della prevenzione che superi la logica dello scarico delle responsabilità, penalizzando il singolo", dichiarano le tre organizzazioni.

Per i sindacati, garantire standard moderni di sicurezza nel trasporto pubblico significa tutelare la collettività, gli utenti e le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno assicurano la mobilità dei cittadini.