PHOTO
Hanno scioperato e sono scesi in piazza contro il piano di ristrutturazione aziendale, che prevede i 40-50 licenziamenti. E lo sciopero proclamato da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila la scorsa settimana (6 maggio) è stato un successo, registrando un’adesione del 90 per cento e un presidio davanti al Comune di Castelbelforte (Mantova). Sono i lavoratori di Mantua.it, controllata del gruppo Italpizza.
La loro mobilitazione si è accesa dopo la decisione dell’azienda di interrompere il rapporto con sette lavoratrici, comunicando la notizia tramite agenzia poche ore prima delle assemblee sindacali. Tra le interessate anche una dipendente con vent’anni di anzianità. Le lavoratrici denunciano condizioni difficili, con pressioni e ricatti continui da parte dei vertici aziendali.
Al centro della vertenza c’è il timore che il lavoro diretto venga progressivamente sostituito da cooperative e contratti meno tutelanti, una dinamica già vista in altri stabilimenti del gruppo. “Chiediamo il reintegro delle sette lavoratrici – afferma il segretario generale Flai di Mantova Ivan Papazzoni -, ma soprattutto chiediamo una volta per tutte che venga chiarito e regolamentato l’utilizzo dell’appalto all’interno dell’azienda”.
La federazione dell’agroindustria ha chiesto l’intervento dell’ispettorato del lavoro sul tema appalto, poiché è stato redatto un verbale, che nonostante la formale richiesta di accesso agli atti, non è stato consegnato per l’ostruzionismo dell’azienda. “Secondo noi - prosegue Papazzoni - le intenzioni dell’azienda sono quelle di impoverire il lavoro facendo un dumping contrattuale indiscriminato e utilizzando personale con meno tutele”.
Abbandonare ogni logica unilaterale e aprire un confronto serio per garantire il futuro occupazionale di tutti i lavoratori sono le richieste del sindacato. La Flai è disponibile a sedersi di nuovo al tavolo ma solo a fronte della presentazione da parte di Mantua.it di un piano industriale credibile che tuteli al meglio l’occupazione e il lavoro dignitoso.






















