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Electrolux ha annunciato un piano di ristrutturazione pesantissimo che prevede 1.700 esuberi, ovvero circa la metà dei lavoratori attuali. Per i sindacati è un progetto assolutamente inaccettabile, e scattano gli scioperi.
L’annuncio e lo sciopero
Così il coordinamento nazionale di Fim, Fiom, Uilm: “Oggi a Venezia Mestre Electrolux ha esposto un pesantissimo piano di ristrutturazione con la chiusura della fabbrica di Cerreto d’Esi e il drastico taglio di produzioni e di personale nelle altre fabbriche italiane per un totale di circa 1.700 esuberi, pari a quasi il 40% dei 4.500 attuali occupati”.
Allo stesso tempo, proseguono le sigle, “viene esclusa dalla direzione aziendale una possibile partnership con Midea simile a quella siglata negli USA”. Il coordinamento considera l’annuncio “inaccettabile e dichiara lo stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero nazionale, che saranno declinate in ogni stabilimento”.
Quindi i sindacati si rivolgono all’esecutivo: “Chiediamo al governo un immediato intervento con una convocazione urgente al Mimit”. Nei prossimi giorni saranno coinvolte le istituzioni locali per chiedere di fare fronte comune con i lavoratori.
Fiom: si fermano tutti gli stabilimenti
Tutti gli stabilimenti Electrolux saranno fermi in sciopero “tra domani e dopodomani”, a partire quindi dal 12 maggio. Così Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom Cgil e responsabile settore elettrodomestico, che aggiunge: “Non consentiremo l'ennesimo scempio industriale, non consentiremo che vengano tolti posti di lavoro e produzioni nel nostro Paese”. Si rinnova dunque la richiesta al governo “di intervenire con urgenza per tutelare le lavoratrici e i lavoratori e salvare un polo industriale strategico”.
Fiom Cgil e Cgil Forlì Cesena: inaccettabile, serve una risposta collettiva
È un piano industriale “devastante”, che scarica sui lavoratori e sui territori “il prezzo di scelte che rischiano di impoverire ulteriormente il sistema manifatturiero del nostro Paese. Parliamo di circa 1.700 esuberi in Italia, quasi il 40% degli occupati del gruppo. Per Forlì potrebbero voler dire circa 400 posti di lavoro a rischio nello stabilimento”. Inizia così la dichiarazione congiunta di Fabio Torelli, segretario generale dell Fiom Cgil Forlì Cesena e Maria Giorgini, segretaria generale Cgil Forlì Cesena, dopo la notizia degli esuberi.
I sindacalisti aggiungono: “Non siamo di fronte a una semplice riorganizzazione aziendale, ma a un colpo durissimo che investe il lavoro, l’economia e la tenuta sociale del territorio. Electrolux rappresenta un presidio industriale fondamentale per Forlì e per tutta la Romagna. Difendere quei posti di lavoro significa difendere competenze, dignità, filiere produttive e prospettive future per centinaia di famiglie”.
Il presidio ai cancelli dello stabilimento
Per questo invitano a sostenere pienamente la mobilitazione proclamata da Fiom, Fim e Uilm, con lo stato di agitazione permanente e le 8 ore di sciopero nazionale. “Domani saremo al presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di Forlì, dalle ore 5.30, assieme alle lavoratrici e ai lavoratori”.
La crisi industriale che attraversa il Paese non può più essere affrontata solo con logiche finanziarie o di riduzione dei costi: “Serve una politica industriale nazionale ed europea che rimetta al centro il lavoro, gli investimenti produttivi, l’innovazione e la responsabilità sociale delle imprese. Chiediamo al governo di intervenire immediatamente aprendo un confronto vero con azienda e organizzazioni sindacali”.
Le sigle locali concludono: “Alle istituzioni locali, alle forze economiche e sociali e alla cittadinanza chiediamo solidarietà concreta e vicinanza a chi oggi vede messo in discussione il proprio futuro. Questa battaglia riguarda tutte e tutti”.






















