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Due ore di sciopero lunedì 5 ottobre, nelle ultime due ore di ogni turno, alla Vestas Italia di Taranto, azienda della multinazionale danese Vestas Wind Systems, attiva nella progettazione, produzione, installazione e manutenzione di turbine eoliche.
Lo stop è stato indetto da Fiom Cgil e Uilm Uil dopo l'assemblea con le lavoratrici e i lavoratori sui recenti licenziamenti di tre dipendenti (due a Taranto, uno a Roma) e sulle modalità con cui sono stati comunicati e gestiti dall'azienda. I tagli si inseriscono in un piano globale di riorganizzazione del gruppo Vestas che prevede circa 2 mila esuberi nel mondo.
“L’astensione dal lavoro è stata proclamata per esprimere piena solidarietà ai colleghi interessati dai licenziamenti e per manifestare la propria contrarietà al metodo utilizzato”, spiegano le due sigle: “Riteniamo inaccettabili le modalità adottate dall'azienda, lesive della dignità e non coerenti con i valori di rispetto, attenzione alle persone, inclusione e benessere organizzativo che l'azienda stessa dichiara di promuovere”.
Fiom e Uilm chiedono maggiore trasparenza e ritengono “indispensabile che le Rsu siano coinvolte preventivamente e in maniera concreta nei processi di confronto che possono determinare ricadute organizzative, occupazionali e sociali”. I sindacati rivendicano “il pieno rispetto della dignità delle persone e la dovuta sensibilità umana nei confronti di chi lavora ogni giorno contribuendo ai risultati aziendali”.
La vertenza potrebbe ora allargarsi anche sul piano istituzionale. Fiom e Uilm si riservano di intraprendere iniziative legali e chiederanno la convocazione di un incontro con Comune di Taranto e Regione Puglia per approfondire le conseguenze occupazionali e sociali dei provvedimenti.
Allo sciopero si è successivamente unita anche la Fim Cisl tarantina, rilevando che lo stop vuole essere “un segnale di forte disapprovazione verso le pratiche unilaterali e non condivise adottate dall'azienda. Un processo di riorganizzazione deve essere gestito nel pieno rispetto della dignità delle persone, della trasparenza e del confronto responsabile con le rappresentanze sindacali”.






















