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Un anno fa la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha lanciato la proposta di un Quality Jobs Act, ossia una riforma complessiva su base comunitaria delle politiche e delle leggi sul lavoro. Un nuovo Statuto europeo dei lavoratori. In ambito Ue processi di questa portata non avvengono per decreto ma maturano in un lento dialogo con le parti sociali. Si è aperta da poco la seconda fase di consultazione avviata dalla Commissione. La confederazione europea dei sindacati (Ces/Etuc) ha elaborato un corposo documento di 63 pagine che risponde ai quattro quesiti posti dalla Commissione su obiettivi, possibili linee d'azione, strumenti, disponibilità a negoziare.
Dall’IA alla salute: le priorità
Per la Ces - si legge in una nota della confederazione - “la portata dei problemi che i lavoratori europei devono affrontare richiede nuove leggi forti, e non blande linee guida”. Il sindacato preme per una legislazione che intervenga su questi ambiti: intelligenza artificiale e gestione algoritmica sul lavoro; salute e sicurezza sul lavoro, in particolare per prevenire i rischi psicosociali; tutela dei diritti dei lavoratori nelle catene di subappalto e nell'intermediazione di manodopera; giusta transizione verso un'economia verde e digitale; contrattazione collettiva e ruolo delle parti sociali; diritto alla disconnessione e telelavoro.
“La Commissione ha diagnosticato correttamente molte di queste enormi sfide, e questo le attribuisce la responsabilità di presentare soluzioni concrete”, osserva Esther Lynch, segretaria generale della Ces. Ma su schemi e strumenti di intervento il sindacato è perplesso. “Il modo disordinato con cui l'IA è stata introdotta nei luoghi di lavoro - spiega ad esempio Lynch - ha prodotto abusi che stanno contribuendo a un pericoloso aumento dei rischi psicosociali. È evidente che ritoccare la legislazione esistente non basterà ad affrontare una tecnologia che sta rivoluzionando i nostri luoghi di lavoro”.
“Lo stesso impegno deve essere dimostrato nel contrastare lo sfruttamento diffuso dei lavoratori in subappalto, nella transizione verde, nel diritto alla disconnessione o nei confronti dei 16 milioni di persone che vivono in povertà pur lavorando”, conclude la segretaria generale Ces.
Leggi vincolanti, non linee guida
Quando critica la linea legislativa soft che sembra ispirare il futuro Quality Jobs Act, la Ces si richiama esplicitamente al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che nel suo articolo 153 dà all'Unione il potere di legiferare in materia sociale e di lavoro. In alcuni ambiti (salute e sicurezza, licenziamenti collettivi, rappresentanza ecc.) la Ue “sostiene e completa” l’azione degli Stati membri. In altre parole: per la Ces solo una legislazione vincolante può garantire tutele e attuare il Pilastro europeo dei diritti sociali.
Human in control: niente decisioni affidate alle macchine
Torniamo all’IA. Tanto per cominciare la Ces propone di estendere a tutti i lavoratori le tutele che la direttiva sul lavoro tramite piattaforme limita a rider e lavoratori digitali. Inoltre, per il sindacato deve prevalere il principio dello "human in control". In questioni che riguardano assunzioni, licenziamenti, sanzioni, orari di lavoro e promozioni si deve vietare l’automazione integrale delle decisioni, non può essere una macchina a decidere.
Salute e sicurezza e subappalti: ora regole severe
Sulla salute e sicurezza il sindacato propone un ampio menù legislativo, che comprende, tra le altre proposte, una direttiva autonoma sui rischi psicosociali (carichi di lavoro, controllo algoritmico, connessione permanente), e una direttiva ad hoc sul caldo estremo e gli eventi climatici estremi (pause obbligatorie, protezione senza perdere il reddito). Per la Ces è anche tempo di aggiornare l’elenco europeo delle malattie professionali e di proteggere i lavoratori domestici.
Le proposte su subappalto e intermediazione di manodopera sono ancora più dettagliate, e includono la responsabilità solidale lungo tutta la catena e la parità di trattamento per chi svolge la stessa attività nello stesso luogo, a prescindere dalla posizione nella catena. In alcuni settori a rischio di frode il subappalto dovrebbe essere limitato a un solo livello o al massimo due. L’intermediazione per la Ces deve essere regolata severamente con: registrazione, certificazione, assenza di condanne, divieto di far pagare commissioni ai lavoratori, alloggi dignitosi. Ma nell'edilizia, per la Ces, l'intermediazione deve essere vietata del tutto.
La palla torna alla Commissione europea.

























