Per la prima volta la vertenza sul riconoscimento del lavoro usurante nel distretto ceramico di Civita Castellana approda al livello nazionale con un’iniziativa congiunta delle segreterie di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. Le tre organizzazioni hanno inviato una richiesta formale al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali affinché venga data concreta attuazione alla norma che prevede l’istituzione di un tavolo interistituzionale dedicato alla valutazione della gravosità delle professioni del comparto.

La richiesta al ministero

L’iniziativa riguarda l’applicazione dell’articolo 1, comma 946, della legge che ha istituito un organismo chiamato a valutare le condizioni di lavoro dei ceramisti e dei conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica. Il tavolo dovrà coinvolgere anche il ministero dell’Economia e delle Finanze e rappresenta il passaggio previsto dal legislatore per individuare eventuali misure di tutela, anche sotto il profilo previdenziale.

Nella lettera inviata al ministero, i sindacati chiedono di conoscere lo stato di avanzamento della norma, di definire tempi e modalità per l’insediamento del tavolo e di aprire un confronto con le organizzazioni sindacali nazionali sulle finalità del percorso. L’obiettivo è individuare criteri oggettivi che consentano di riconoscere la gravosità delle lavorazioni del settore e tradurre quanto previsto dalla legge in strumenti concreti di tutela.

“Le lavorazioni ceramiche espongono a molteplici fattori di rischio”

Nella richiesta inviata al ministero, i segretari nazionali Ugo Cherubini (Filctem Cgil), Fabrizio Framarini (Femca Cisl) e Vittorio Caleffi (Uiltec Uil) sottolineano il valore dell’istituzione del tavolo previsto dalla legge.

“Le lavorazioni ceramiche - ricordano - espongono quotidianamente i lavoratori a molteplici fattori di rischio, tra cui la presenza di silice libera cristallina respirabile, l’esposizione ad agenti chimici, le elevate temperature degli impianti e un intenso impegno fisico, elementi che incidono in maniera significativa sulla salute e sulla sicurezza”.

“Per questo motivo - proseguono - chiediamo che il percorso previsto dal legislatore venga avviato senza ulteriori ritardi e che si sviluppi attraverso un confronto strutturato con le parti sociali maggiormente rappresentative, valorizzando l’esperienza maturata nei luoghi di lavoro e le evidenze tecnico-scientifiche disponibili”.