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È iniziato mercoledì 28 ottobre il confronto sulla procedura di licenziamento collettivo avviata il 21 ottobre da Kyndryl, società statunitense fornitrice di servizi di information technology (nata nel novembre 2021 dallo spin-off del ramo infrastrutture e servizi gestiti di Ibm), che coinvolge 87 lavoratrici e lavoratori.
Nel corso del primo l’incontro l’azienda ha illustrato le motivazioni alla base della procedura, ritenute dalla Fiom Cgil “generiche e, in diversi passaggi, non coerenti con gli elementi economici e finanziari disponibili”. La multinazionale ha inizialmente ricondotto la necessità degli esuberi a “una presunta diminuzione dei ricavi a fronte di un aumento dei costi del personale. Tuttavia, dall’analisi dei bilanci da noi effettuata, questi ultimi risulterebbero invece in diminuzione negli anni”.
Perplessità sindacali anche sul quadro economico. “Il direttore finanziario ha rappresentato un andamento positivo, con un netto miglioramento rispetto allo scorso anno, attribuendolo alle azioni di contenimento dei costi”, spiega la Fiom: “Un elemento che rende ancora più necessario comprendere le ragioni per cui si ritenga indispensabile intervenire con una riduzione così significativa dell’organico”.
La Fiom precisa, in merito al restringimento dei perimetri di attività e alla marginalità, di “non ravvisare, sulla base degli elementi finora illustrati, disallocazioni o ridondanze organizzative tali da giustificare un intervento di questa portata”.
Alla luce di quanto detto, la categoria Cgil “respinge integralmente le motivazioni addotte dall’azienda, chiedendo maggiore chiarezza sulle prospettive e sulle reali necessità organizzative che sarebbero alla base della procedura”, esprimendo nel contempo “forti perplessità sulla coerenza e sulla legittimità della dichiarazione degli esuberi”.
Prima di mettere in discussione il posto di lavoro di 87 persone, continua la Fiom, la Kyndryl deve “esplorare tutte le alternative possibili ai licenziamenti, anche attraverso strumenti ai quali, allo stato, non risulta ancora aver fatto ricorso”. Per il sindacato è indispensabile “intervenire per tempo sulla mappatura delle competenze, sulla formazione e sui percorsi di riqualificazione professionale, accompagnando l’evoluzione delle attività con una gestione responsabile delle professionalità presenti in azienda”.
Il prossimo incontro è fissato per mercoledì 18 novembre. “Non accetteremo che la riduzione dell’organico venga considerata la soluzione più semplice, senza aver prima verificato e messo in campo tutte le possibili alternative”, conclude la Fiom: “Il confronto deve servire a individuare soluzioni concrete per tutelare l’occupazione e le professionalità, non a ratificare decisioni già prese”.






















