La Fillea Cgil lancia l’allarme nelle province di Bari e di Barletta, Andria e Trani, la Bat. A finire sotto la lente di ingrandimento della federazione del settore costruzioni, “l’aumento tra il 4 e il 25% dei costi energetici, logistici e di approvvigionamento delle principali materie prime impiegate”, causato, scrive il sindacato, “dall’irresponsabile attacco militare all’Iran”. Un processo che “ha effetti immediati su un comparto che nelle nostre province impegna 23 mila operai in 4 mila imprese per quasi 300 milioni di euro di massa salari annua, senza considerare tutto l’indotto diretto di cementerie, laterifici e acciaierie”.

Fillea Cgil Bari Bat: “A rischio c’è un pezzo rilevante di Pnrr”

Cantieri edili e filiera degli appalti sono, spiega la nota, fortemente dipendenti dal costo di materiali ed energia, “eventuali rialzi su carburanti, acciaio, cemento, bitume e altri derivati del petrolio – avverte la federazione – rischiano di alterare l’equilibrio economico dei contratti in corso, l’allungamento dei tempi di realizzazione, soprattutto nei lavori affidati di recente, e di farci arretrare sugli obiettivi di sviluppo infrastrutturale. A rischio c’è un pezzo rilevante di Pnrr e il già tortuoso percorso di aggiudicazione e realizzazione nei tempi”.

Lavermicocca, Fillea: “Queste dinamiche devono essere governate con un intervento pubblico che eviti una vera e propria bomba sociale”

“Queste dinamiche – dichiara il segretario generale della Fillea Cgil Bari Bat, Davide Lavermicocca – devono essere governate con il pieno utilizzo degli strumenti previsti, a partire dalla revisione prezzi ex art. 60 del D.Lgs. 36/2023 e dall’aggiornamento costante dei prezziari regionali, e con misure straordinarie che evitino di prestare il fianco a speculatori e mercanti. Senza intervento pubblico, la contrazione dei margini e della liquidità disponibile rischia di scaricarsi direttamente sulle imprese sane e sulle retribuzioni di operai e impiegati, generando una paralisi produttiva, una vera e propria bomba sociale e il conseguente ripiego su operatori poco qualificati e che rivedono al ribasso qualità e costo del lavoro. Molti passi indietro da evitare, a tutela del buon lavoro e della qualità delle opere”.

Particolare attenzione, secondo la Fillea, va riservata ai SAL (Stato di Avanzamento Lavori), ai tempi di pagamento, alla tenuta finanziaria delle imprese più esposte e al corretto trasferimento delle eventuali compensazioni lungo tutta la catena dell’appalto. “La priorità – scrive il segretario – è evitare che una crisi geopolitica si trasformi, anche sul nostro territorio, in un fattore di instabilità economica e sociale nei cantieri, scaricando costi e tensioni sul lavoro regolare: l’Italia e l’Europa siano costruttori di Pace, ne va di mezzo la solidarietà tra popoli e l’occupazione di milioni di persone già fortemente messe in difficoltà da anni di conflitti bellici e alta inflazione”.