L’utilizzo dell’intelligenza artificiale, al pari della gestione algoritmica, è uno temi centrali del dibattito politico ed economico dello sviluppo della società digitale. I processi di innovazione tecnologica e le dinamiche evolutive che da essi derivano devono alzare i nostri livelli di consapevolezza rispetto agli effetti che gli stessi determinano sul lavoro, sui fattori che incidono sulla prestazione, sulle relazioni industriali e sui processi organizzativi e produttivi delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. Algoritmi, intelligenza artificiale e big data hanno investito diversi aspetti della sfera pubblica e privata, cambiando profondamente la natura e la gestione di molti servizi digitali, e incidendo sulle modalità di organizzazione e decisionali di una serie di processi legati al mondo del lavoro, della gestione pubblica e della contrattazione privata.

Da tempo, come Cgil, approcciamo il tema della digitalizzazione e delle nuove tecnologie consapevoli che la sfida per tutti è la ricerca di un equilibrio fra i benefici che determinano e i rischi che possono produrre. Possiamo vivere di più e meglio, c’è una maggiore  informazione e un potenziale accesso più diffuso alla conoscenza, ma crescono i rischi di de-umanizzazione e perdita del controllo dei processi, di una concentrazione di potere in pochissimi soggetti, della distorsione dei processi democratici. Ci siamo interrogati e ci interroghiamo su come sostanziare l’affermazione “contrattare l’algoritmo”, intesa come necessaria ed esaustiva informazione sulle applicazioni della tecnologia e consultazione a monte delle implementazioni tecnologiche.

Abbiamo costruito iniziative sul rapporto fra nuova regolamentazione europea della privacy e l’articolo 4 dello Statuto e sul possibile riconoscimento anche costituzionale del diritto a internet, oltre che sulle possibili applicazioni delle blockchain. La regolamentazione del lavoro agile e lo studio e l’azione contrattuale del lavoro in piattaforme, a partire da quello dei rider, sono tematiche su cui il lavoro e l’analisi prodotti ha determinato un forte avanzamento della nostra contrattazione.

Il manuale sulla intelligenza artificiale può essere un valido supporto per  fornire delle risposte a una nuova generazione di lavoratrici e lavoratori alle prese con tecnologie, nuove competenze, nuove modalità organizzative. Un manuale per fornire strumenti al sindacato alle prese con problemi noti, quelli del divario fra il tradizionale potere di controllo e disciplinare del datore di lavoro e il ruolo dei lavoratori. Problemi noti, che tuttavia la diffusione delle tecnologie pone sotto una luce nuova e preoccupante.

Le informazioni servono a controllare la persona fisica che lavora, ma anche a dirigerla, imponendo ritmi produttivi e avvalendosi di decisioni e direttive automatizzate prese da macchine che si nutrono proprio con i dati prodotti ed estratti sia da sensori disseminati lungo tutta la filiera produttiva e del consumo, sia immessi dagli stessi lavoratori in occasione della prestazione lavorativa. Macchine che possono stabilire delle correlazioni tra caratteristiche predefinite nel sistema in base a campioni statistici. Le influenze della intelligenza artificiale, dei big data, degli algoritmi possono essere le più disparate. Dalla selezione al reclutamento, dalla attribuzione di mansioni alla verifica della performance e della prestazione, dalla regolazione del mercato del lavoro all'organizzazione del lavoro stesso.

Dato dunque che le tecnologie “prendono decisioni”, dobbiamo essere in grado di esigere la partecipazione dei lavoratori alla loro costruzione e alla loro applicazione. Non vogliamo e non possiamo occuparci solo degli effetti a valle delle modificazioni ai processi produttivi e organizzativi indotte dalla digitalizzazione e dalle tecnologie; la sfida è quella di conoscere e determinare gli strumenti per governare queste trasformazioni. Da tempo, infatti, la Cgil ha scelto di guardare alle trasformazioni del mondo del lavoro prodotte dall’impatto della tecnologia e della digitalizzazione con l’occhio di chi queste trasformazioni ambisce a governarle: qualificare la nostra azione contrattuale è decisivo, perché è indubbio che il tema sia quanto queste innovazioni tecnologiche possano favorire  o meno uno spazio autonomo del ruolo del lavoro e della sua rappresentanza.

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Si propone quindi al sindacato la necessità non solo di arginare la discrezionalità del decisore artificiale, ma di essere soggetto capace di intervenire ex ante, quando si programmano gli algoritmi e quando si entra nella definizione dei problemi che gli stessi si propongono di risolvere. Queste linee guida, le cui riflessioni si inseriscono pienamente anche nel dibattito e nelle azioni che a livello europeo si stanno proponendo, sono uno strumento che aiuta a conoscere il tema dal punto di vista dell’inquadramento scientifico dello stesso (cosa è l’intelligenza artificiale), dal punto di vista delle sue applicazioni , delle implicazioni giuridiche e contrattuali, delle implicazioni economiche.

Il principio è, come sempre, che la tecnica non è neutra, e affrontarne implicazioni e direzione è questione necessariamente globale. Del resto, che l’intelligenza artificiale non sia una macchina neutra da osservare senza pensiero ce lo indica la stessa Ilo nel rapporto dedicato al lavoro del futuro. La contrattazione sarà quindi essenziale per guidare il processo di digitalizzazione, pena scontare diseguaglianze, mercificazione del lavoro, non trasparenza, assenza di protezione della privacy come della sicurezza. Una contrattazione essenziale per una transizione giusta, ha bisogno che il lavoro sia riconosciuto, dignitoso, sicuro; servono informazione, conoscenza, trasparenza e contrattazione.

Se riusciremo nell’opera di coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori e delle lavoratrici nella conoscenza e nell’esercizio contrattuale su questi temi, potremo contribuire ad un orientamento dell’uso della tecnologia che possa valorizzare l’apporto del lavoro, ed essere strumento di miglioramento delle condizioni di vita.

Tania Scacchetti è segretaria confederale della Cgil con deleghe a Contrattazione - Mercato del Lavoro


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