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L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento Polibeck di Massafra, azienda specializzata nella produzione di materiali per l'isolamento termoacustico in edilizia, ha deciso di avviare la mobilitazione e di proclamare le prime iniziative di sciopero dopo che, nell’incontro del 3 luglio, il consulente aziendale ha comunicato che la proprietà sta valutando la messa in liquidazione della società. Sul tavolo è stata indicata una scadenza precisa: il 1° ottobre. Una prospettiva che mette a rischio i posti di lavoro e alimenta la preoccupazione tra i dipendenti, già alle prese con mesi di difficoltà economiche.
Una crisi che arriva dopo mesi di sacrifici
La protesta nasce in un contesto già pesante. Secondo la Filctem Cgil Taranto, i lavoratori hanno subito una consistente perdita di reddito a causa della cassa integrazione e attendono ancora il pagamento delle spettanze arretrate da tre mesi. A questo si aggiunge la modifica unilaterale dell’orario di lavoro, che avrebbe peggiorato ulteriormente le condizioni all’interno dello stabilimento. Per il sindacato, la possibile liquidazione rappresenta l’ultimo capitolo di una crisi che si trascina da tempo.
Alla base dello scontro, secondo la ricostruzione della Filctem Cgil, ci sono anni di mancata applicazione del Contratto nazionale. I lavoratori chiedono il riconoscimento della maggiorazione di turno, dell’indennità sostitutiva del fondo sanitario e interventi per migliorare le condizioni di lavoro e garantire maggiore trasparenza sul futuro industriale dell’azienda. Rivendicazioni che, sostiene il sindacato, non hanno mai trovato risposte concrete da parte della presidenza della società.
Filctem: “Non sono i lavoratori i responsabili della crisi”
Il segretario generale della Filctem Cgil Taranto, Francesco Bardinella, respinge le accuse rivolte all’organizzazione sindacale dopo che l’azienda avrebbe definito “aggressiva” la sua azione. Per Bardinella, i dipendenti hanno semplicemente chiesto il rispetto dei diritti previsti dal contratto e non possono essere indicati come responsabili delle difficoltà aziendali. Il sindacato sostiene invece che le conseguenze delle scelte gestionali vengano oggi scaricate sui lavoratori, ricordando che nelle altre società dello stesso gruppo il confronto sindacale si sarebbe sviluppato con modalità molto più costruttive.
L’annuncio della possibile liquidazione ha spinto l’assemblea a scegliere la strada della mobilitazione. Nei prossimi giorni partiranno i primi scioperi con l’obiettivo di ottenere un confronto reale sul futuro della Polibeck e scongiurare la chiusura dello stabilimento. Per i lavoratori non è in gioco soltanto il posto di lavoro, ma anche la continuità produttiva di un’azienda che rappresenta una delle realtà industriali del territorio.
L’appello a Massafra: “Il territorio non può perdere un’altra fabbrica”
La Filctem Cgil chiede il sostegno della comunità locale e delle istituzioni, ricordando che l’area tarantina sta già pagando un prezzo elevato alle grandi crisi industriali, da ex Ilva a Natuzzi. Per il sindacato, la possibile scomparsa della Polibeck aggraverebbe ulteriormente il quadro occupazionale, con ripercussioni sulle famiglie e sull’economia locale. Per questo ribadisce la richiesta di aprire un confronto trasparente con la proprietà e conferma che continuerà ad affiancare i lavoratori in tutte le fasi della vertenza.






















