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Ecco cosa fa il sindacato. Se volete scoprirlo – o se fate finta di non saperlo – c’è una piccola storia – neanche troppo piccola, visto che riguarda 600 dipendenti – che vi rinfrescherà la memoria. L’azienda si chiama Eolo, la sua sede è a Busto Arsizio, nel Varesotto. Fornisce connettività internet con rete FWA. È relativamente giovane – fondata alla vigilia del 21esimo secolo –, come l’età media dei suoi dipendenti. E si capisce, visto che parliamo di internet, di nuove tecnologie e di un’impresa partita nel 1999. Tanti giovani che, come sempre più spesso accade, sanno poco di sindacato, lo percepiscono come uno strumento del Novecento. Poi la svolta. Due anni fa in azienda si tengono le prime elezioni per scegliere i rappresentanti sindacali. La missione è semplice: aprire una trattativa per il contratto integrativo. Il contratto è stato firmato in questi giorni ed è una vera bomba.
Maran, Filcams Varese: “Una volta importante”
“Una svolta importante – ci racconta Giorgio Maran, funzionario della Filcams di Varese che ha seguito tutta la vicenda –. Una svolta arrivata anche grazie, e soprattutto, all’impegno dei rappresentanti sindacali. Alla fine di un lungo confronto durante il quale l’azienda ha dimostrato disponibilità, ma la trattativa è stata comunque serrata e abbiamo dovuto affrontare qualche salita prima di arrivare al traguardo. L’azienda ci ha detto prima di sì, poi di no, mettendo avanti problemi di cassa, poi di nuovo sì”.
E pensare che in quel contesto produttivo e per le dimensioni – 600 dipendenti non sono pochi – “l’assenza di un contratto integrativo era certamente un’anomalia – spiega Maran –. Un’anomalia che abbiamo colmato introducendo un buon premio di risultato e tante misure di welfare svincolate dal raggiungimento degli obiettivi”.
“1500 euro in più, una quindicesima”
I conti sono semplici: si parla di un’insieme di elementi che per i lavoratori varranno circa 1500 euro. “Praticamente una quindicesima – ci spiega il funzionario della Filcams provinciale –: 500 euro di welfare e mille euro di premio”.
Le misure di welfare introdotte: la genitorialità
Sul welfare ce n’è per tutti i gusti. Si parte dalle misure per la genitorialità. Aumentano i mesi di maternità o paternità facoltativa che l’azienda integrerà al 100% del salario. Saranno concessi dieci giorni in più per la paternità oltre a quelli previsti per legge. Verrà estesa fino al quinto anno di vita del figlio la possibilità, per un genitore, di ridurre il proprio orario – il contratto nazionale lo prevede fino al terzo anno di vita del bambino –. Un genitore potrà chiedere il full smart working fino ai due anni del figlio.
Lo smart working
Sul fronte dello smart working finora i dipendenti andavano in ordine sparso con accordi individuali: chi due giorni, chi tre. “Noi – ci spiega Maran – lo abbiamo esteso per tutti a tre giorni, un obiettivo discusso in un periodo non facile, nel quale tante aziende hanno provato a tornare indietro e cancellare questa possibilità”.
I permessi
“Sui permessi, invece, noi – continua il funzionario Filcams – ne abbiamo anticipato la maturazione al 100%, ossia 72 ore all’anno, fin dal primo anno, laddove il contratto nazionale stabilisce che questo diritto si raggiunge al terzo anno. A questo abbiamo aggiunto i permessi per visite mediche per la persona e i congiunti, che non sono conteggiati nelle 72 ore citate. Questi sono permessi per esigenze di cura. Abbiamo aumentato di tre giorni i periodi in cui si può restare a casa per un lutto o per gravi infermità, raddoppiando la previsione del contratto nazionale. Abbiamo costituito un fondo ferie solidale attraverso cui i lavoratori possono donare ore di ferie a un collega che sta male o ne ha bisogno. Abbiamo stabilito permessi per volontariato fino a dieci giorni all’anno”.
Buoni pasto
Novità importanti anche sul fronte dei buoni pasto che prima non c’erano. Alla Eolo, infatti, c’è la mensa aziendale gratuita, ma il venerdì la mensa resta chiusa perché sono tutti in smart working. Tutti, tranne i magazzinieri. A loro sarà dato il buono pasto perché non debbano spendere per il pranzo”. La stessa misura è stato estesa a chi non potrà usufruire della mensa.
“Noi – ha concluso Giorgio Maran – siamo molto soddisfatti. Questo accordo integrativo getta le basi per poter continuare, anche in futuro, sulla stessa strada e migliorare le condizioni dei lavoratori”. Adesso tanti giovani che non conoscevano il sindacato si sono ritrovati, in due anni, a votare per i propri rappresentanti e, adesso, ad approvare all’unanimità questo accordo. Altro che Novecento...























