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Semestre filtro a Medicina: un’altra decisione del Consiglio di Stato – che ha accolto uno degli appelli promossi dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – smaschera il meccanismo iniquo e farraginoso che non ha affatto eliminato il numero chiuso ma lo ha solo spostato più in là nel tempo. Una vittoria rivendicata dall’Udu, l’Unione degli universitari, che su questi temi sta dando battaglia da mesi.
Il Consiglio di Stato ha riconosciuto l’illegittimità delle modalità di scorrimento della graduatoria del cosiddetto “semestre filtro” per Medicina, evidenziando come il sistema di recupero e doppia valutazione abbia prodotto, si legge in una nota dell’Udu, assegnazioni profondamente ingiuste e discriminatorie, penalizzando centinaia di studenti e studentesse costretti a rimanere in sedi lontanissime dalla propria città o dalla sede originariamente scelta, mentre altri candidati con punteggi inferiori venivano assegnati successivamente proprio in quelle sedi.
“Questa decisione conferma ciò che denunciamo da mesi: il semestre filtro è un sistema fallimentare, iniquo e costruito senza alcuna tutela reale del diritto allo studio”, dichiara Alessandro Bruscella, coordinatore nazionale dell’Udu, che lo scorso 11 dicembre aveva organizzato proprio su questo una mobilitazione nazionale.
Sono oltre 4.000 gli studenti che hanno presentato ricorso con l’Udu dopo essere stati espulsi dal sistema universitario pur avendo frequentato quasi un intero anno accademico: “Il governo - attacca Bruscella – ha prodotto un meccanismo caotico che non solo ha generato ingiustizie enormi, ma non è stato nemmeno in grado di coprire tutti i posti disponibili”.
Per l’Udu, dunque, la pronuncia del Consiglio di Stato rappresenta una pesante bocciatura politica dell’impianto voluto dal ministero dell’Università e della ricerca e della ministra Bernini: “Dopo mesi di denunce, mobilitazioni e assistenza legale agli studenti coinvolti, emerge con chiarezza l’irragionevolezza di un sistema che ha trasformato l’accesso all’università in una vera e propria lotteria”.
Ancora il coordinatore: “Parliamo di studenti mandati perfino all’estero o a migliaia di chilometri da casa quando avevano diritto a entrare nella propria sede di preferenza. È inaccettabile che il diritto allo studio venga trattato come una roulette amministrativa”. L’Udu ha pronta una richiesta di sanatoria per tutti i ricorrenti che verrà presentata nei prossimi giorni: “Sarebbe paradossale avviare un nuovo semestre filtro mentre il sistema attuale è ancora sub iudice ed è stato già riconosciuto come palesemente distorto”.
La soluzione al grande caos creato non sta in tavoli ministeriali o correttivi marginale, ma il superamento radicale del semestre filtro e un modello di accesso all’università che garantisca realmente il diritto allo studio, la trasparenza delle procedure e la dignità degli studenti.
“Continueremo a sostenere tutte le studentesse e gli studenti coinvolti nei ricorsi e nelle mobilitazioni - conclude Bruscella -. “Questa decisione dimostra che avevamo ragione: il semestre filtro va fermato”.
























