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Il futuro della Bcs al centro del confronto al ministero delle Imprese e del made in Italy. Durante l’incontro svolto ieri al Mimit tra organizzazioni sindacali, proprietà e istituzioni, Fiom Cgil e Fim Cisl hanno ribadito come la partita non possa limitarsi alla semplice sopravvivenza dell’azienda. Per i sindacati la priorità resta il rilancio industriale di uno storico gruppo manifatturiero considerato un simbolo del made in Italy nella produzione di macchine agricole e trattori specializzati.
Le aperture emerse al tavolo
Un interesse per il futuro del gruppo confermato anche dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, che ha dichiarato come Bcs non vada soltanto salvata, ma rilanciata, assicurando la disponibilità del dicastero a utilizzare tutti gli strumenti necessari per sostenere il processo di risanamento e accompagnare una nuova fase di sviluppo industriale.
Dal tavolo sono emersi segnali ritenuti importanti dalle organizzazioni sindacali. Il Mimit ha infatti confermato l’arrivo di alcune manifestazioni di interesse direttamente alla struttura ministeriale. Un elemento che, secondo Fiom Cgil e Fim Cisl, rafforza la possibilità di costruire una prospettiva industriale concreta per il gruppo e per i suoi 500 dipendenti distribuiti negli stabilimenti di Abbiategrasso e Cusago, nel Milanese, e di Luzzara, in provincia di Reggio Emilia.
Il commento della Fiom Ticino Olona
A sottolineare il clima emerso durante il confronto è anche Antonio Del Duca, segretario generale della Fiom Cgil Ticino Olona. “Grazie al sostegno della Fiom e della Cgil nazionale e delle istituzioni tutte, si apre uno spiraglio di speranza per i 500 lavoratori del gruppo Bcs”, afferma il dirigente sindacale.
“Giudichiamo positivo l’incontro presso il Mimit - prosegue Del Duca - in particolare l’impegno del governo per il rilancio dell’azienda, anche attraverso un eventuale intervento di Invitalia, oltre alla possibilità di ottenere una proroga di ulteriori 60 giorni per il concordato preventivo, passaggio fondamentale per dare respiro alla trattativa”.
Il ruolo del Mimit nella vertenza
Uno dei punti considerati decisivi da Fiom Cgil e Fim Cisl riguarda il ruolo del ministero nella gestione della vertenza. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto con forza che il confronto sul futuro industriale resti all’interno del tavolo istituzionale nazionale.
Dal Mimit è arrivata una garanzia esplicita: il ministero sarà il luogo deputato alla discussione sul futuro dell’azienda. Una scelta che i sindacati considerano fondamentale per evitare percorsi separati e mantenere sotto controllo una vertenza che coinvolge centinaia di lavoratrici e lavoratori.
Nodo concordato, attesa per il 5 giugno
La risposta formale dell’azienda è attesa per il 5 giugno. Per Fiom Cgil e Fim Cisl si tratta già di un primo risultato ottenuto grazie alla mobilitazione e alla compattezza dimostrata dalle lavoratrici e dai lavoratori del gruppo.
Il prossimo incontro al Mimit è stato già fissato per il 30 giugno, data che potrebbe diventare decisiva per capire se le manifestazioni di interesse si tradurranno in un vero progetto di continuità produttiva e occupazionale.


























