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Straordinario consenso per la Cgil in Lombardia nelle elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (Rsu). Sull’insieme dei settori pubblici e privati, su un totale di 469.945 voti validi, la Cgil si conferma saldamente la prima organizzazione sindacale sul territorio regionale con il 39,82% delle preferenze (pari a 187.154 voti). Il dato medio di affluenza alle urne si è attestato intorno al 70% degli aventi diritto, a dimostrazione della forte domanda di partecipazione attiva e della volontà delle lavoratrici e dei lavoratori di scegliere direttamente i propri delegati nei luoghi di lavoro.
I dettagli del voto e il radicamento territoriale
Nel settore pubblico, le votazioni si sono svolte nei giorni 14, 15 e 16 aprile 2025 e hanno coinvolto i comparti di sanità, enti locali, ministeri, scuola, università e ricerca. Nel settore privato, i dati – elaborati dai Comitati Provinciali dei Garanti presso le sedi territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro in Lombardia – si riferiscono al triennio 11 dicembre 2022 – 10 dicembre 2025 per le aziende che applicano i contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti da Confindustria e Confservizi. Sommando pubblico e privato, è evidente l’egemonia territoriale e di categoria della Cgil che si conferma la prima organizzazione sindacale in dieci territori su undici in Lombardia (con percentuali tra il 31,99% e il 46,67%) e in dieci categorie su undici (con picchi che oscillano tra il 27,37% e l’84,55%). Nel solo settore privato, la leadership è confermata in dieci territori su undici, con percentuali tra il 44,20% e il 66,56%.
Cappelletti e Comotti: “Un voto che ci impegna sulla contrattazione, la fiducia resta centrale”
“Ringraziamo le lavoratrici e i lavoratori che hanno dato fiducia alla nostra organizzazione nelle elezioni delle Rsu. I 187.154 voti ottenuti, che includono ampio consenso anche da parte di non iscritti, ci impongono di svolgere al meglio il compito della contrattazione, perché la fiducia continui a essere un elemento importante nella rappresentanza – dichiarano Valentina Cappelletti, segretaria generale della Cgil Lombardia, e Ivan Comotti, segretario con delega alla contrattazione –. Nei settori privati e pubblici, le lavoratrici e i lavoratori hanno espresso il loro voto all’interno del perimetro di Cgil, Cisl e Uil rispettivamente per il 96,80% e per il 72,35%. Questo dato racconta dello straordinario consenso che le tre sigle confederali registrano tra i lavoratori. Per queste ragioni, le controparti e le istituzioni non possono mettere sullo stesso piano le opinioni espresse da tutte le realtà: serve avere ben chiaro il livello di rappresentatività reale”.
“È urgente – proseguono Cappelletti e Comotti – varare una legge sulla rappresentanza per definire con esattezza quali siano i contratti collettivi nazionali di lavoro da applicare in tutti i luoghi di lavoro, dando corretta attuazione all’articolo 36 della Costituzione Italiana. In questi anni, la proliferazione dei contratti pirata sottoscritti da sindacati di comodo ha ulteriormente ridotto le retribuzioni reali erogate”.






















