Torna al ministero delle Imprese e del Made in Italy la vertenza Ecologistic di Ginosa, uno dei dossier industriali più delicati della provincia di Taranto. Al centro del confronto ci sono il futuro dello stabilimento ex Miroglio, la salvaguardia dell’occupazione e il contenzioso aperto tra l’azienda e il Comune di Ginosa sulla proprietà di parte dell’area produttiva. Al termine dell’incontro il Mimit ha deciso di riattivare il tavolo tecnico: il primo appuntamento è stato fissato per l’8 settembre, mentre il 15 settembre è previsto un nuovo confronto con le organizzazioni sindacali.

Per la Filctem Cgil l’obiettivo resta quello di riportare il dialogo su un terreno istituzionale e superare uno scontro che rischia di compromettere sia gli investimenti sia la stabilità occupazionale. “Serve restituire serenità ai lavoratori e alla comunità di Ginosa”, ha spiegato il segretario generale della Filctem Cgil Taranto, Francesco Bardinella, al termine della riunione.

Il nodo della proprietà dello stabilimento

La vertenza nasce dal mancato trasferimento definitivo a Ecologistic della seconda porzione dello stabilimento ex Miroglio, oggi ancora concessa in comodato d’uso gratuito fino al 31 dicembre 2026. L’azienda sostiene di aver rispettato gli impegni assunti con il progetto di reindustrializzazione, che ha consentito il riassorbimento dei 111 lavoratori dell’ex Miroglio e la trasformazione del sito in un polo dedicato al riciclo di plastiche e imballaggi.

Secondo quanto emerso nei precedenti tavoli ministeriali e regionali, proprio il completamento del piano industriale e della ricollocazione dei lavoratori avrebbe dovuto aprire la strada al trasferimento della piena proprietà dell’immobile. Il mancato passaggio viene oggi indicato da Ecologistic come il principale ostacolo alla prosecuzione degli investimenti e alla tenuta occupazionale. L’azienda sostiene infatti che, senza una soluzione, potrebbero essere a rischio 90 dei 153 dipendenti attualmente impiegati nello stabilimento.

Lo scontro con il Comune e il caso ex Natuzzi

Negli ultimi mesi il rapporto tra azienda e amministrazione comunale si è progressivamente deteriorato. Il Comune ha ribadito la disponibilità a sostenere lo sviluppo industriale del sito, ma ha richiamato la necessità di rispettare le norme urbanistiche, ambientali e di tutela del patrimonio pubblico. A rendere ancora più difficile il confronto hanno contribuito le polemiche nate attorno all’ipotesi di realizzare un impianto per la valorizzazione dei rifiuti, progetto che ha suscitato la contrarietà di parte della cittadinanza e dei comitati locali.

La vicenda si intreccia inoltre con il futuro dell’ex stabilimento Natuzzi di Ginosa. Ecologistic ha infatti manifestato interesse per rilevare anche quel sito e avviare l’assunzione di 40 lavoratori oggi in cassa integrazione. Una prospettiva che, secondo la Filctem Cgil, deve però essere coerente con la tutela dell’occupazione già esistente.

“Non si può sostenere contemporaneamente che senza il trasferimento dello stabilimento siano a rischio 90 lavoratori e, nello stesso tempo, programmare nuove assunzioni”, ha osservato Bardinella. “La priorità è garantire sia gli attuali occupati sia i lavoratori provenienti dall’ex Natuzzi”.

Il sindacato: serve una mediazione

Per la Filctem Cgil il punto di partenza resta il riconoscimento del percorso di reindustrializzazione realizzato da Ecologistic, ma il sindacato ritiene indispensabile ricostruire il dialogo tra azienda, Comune e Regione, riprendendo il percorso del tavolo tecnico regionale avviato nei mesi scorsi e mai arrivato a una conclusione.