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La Filcams Cgil Milano denuncia con forza “la gravissima situazione” che coinvolge 15 lavoratrici e lavoratori impiegati nel servizio di pulimento presso la Casa dell’Accoglienza “Enzo Jannacci” di viale Ortles 69, Milano.
Il Comune infatti – fa sapere il sindacato – ha scelto di avviare un progetto di coprogettazione e cogestione della struttura, finanziato anche attraverso le risorse economiche del Pnrr, ma tale progetto non avrebbe ricompreso lavoratrici e lavoratori che oggi effettuano il servizio di pulimento in appalto, determinando il concreto rischio che, dal 1° agosto 2026, queste persone perdano il loro posto di lavoro.
“Una scelta che riteniamo del tutto ingiustificabile e inaccettabile e che scarica chi lavora le conseguenze di decisioni politiche rispetto alle quali gli stessi non hanno alcuna responsabilità – scrive il sindacato –. La situazione risulta ancora più grave se si considera che proprio il 1° agosto 2026 prenderà avvio anche il nuovo appalto relativo ai servizi di pulizia degli immobili del Comune di Milano”.
L’esclusione della Casa dell’Accoglienza “Enzo Jannacci” da tale appalto impedisce infatti l’applicazione delle clausole di salvaguardia occupazionale previste dal Codice degli Appalti Pubblici e dal Protocollo sottoscritto con il Comune stesso, lasciando di conseguenza tutto il personale attualmente impiegato nel servizio completamente privo delle tutele normalmente garantite nei cambi di appalto.
Per la Filcams Cgil non è sufficiente un generico impegno a ricercare una soluzione. È invece necessario assumere decisioni immediate e vincolanti che garantiscano il mantenimento di tutti i posti di lavoro, delle attuali tutele contrattuali e dell’attuale orario settimanale svolto da ciascun lavoratore.
“Rimaniamo profondamente sconcertati dal fatto che le scelte adottate sino a oggi non abbiano previsto alcuna misura concreta per mettere in sicurezza queste persone, nonostante la situazione fosse ampiamente prevedibile – prosegue la nota –. Chiediamo al Comune e a tutti i soggetti coinvolti di assumersi le proprie responsabilità e di individuare, entro il 31 luglio 2026, una soluzione concreta e definitiva che garantisca la continuità lavorativa alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti”.
Infine il sindacato fa sapere che continuerà a sostenere ogni iniziativa sindacale affinché nessuna lavoratrice e nessun lavoratore paghi il prezzo di scelte politiche che si traducono nella perdita di posti di lavoro.
























