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Nelle Marche, nel terzo trimestre 2026, sono state richieste e autorizzate complessivamente 20,7 milioni di ore di cassa integrazione, Fis e altri fondi di solidarietà. È quanto emerge dai dati Inps, elaborati dall’Ires Cgil Marche. In particolare, la Cig (ordinaria, straordinaria e in deroga) si attesta a 20,4 milioni di ore, mentre il ricorso a Fis e altri fondi arriva a circa 341 mila ore. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nelle Marche la Cig registra un aumento di 3,3 milioni di ore (+19,6%). Nella regione si registra una tendenza opposta rispetto a quella verificatasi nell’intero Centro Italia (-22,2%) e in Italia nel complesso (-21,9%). L’aumento è totalmente ascrivibile alla Cig Straordinaria (+5,6 milioni di ore), in particolare nella sua componente Riorganizzazione e Crisi (+8,2 milioni di ore). Diminuisce invece la Cig ordinaria (-2,2 milioni).
L’industria assorbe la maggior parte delle ore autorizzate
L’industria assorbe la maggior parte delle ore autorizzate (19,4 milioni di ore) e, in termini assoluti, registra l’aumento più significativo (+2,8 milioni di ore). Al suo interno, l’incremento è principalmente imputabile ai comparti della meccanica (+4 milioni di ore) e del legno (+827 mila ore). Diminuiscono sensibilmente le ore di Cig negli altri settori. Il terziario osserva una crescita significativa di 467 mila ore (+491%), alla quale ha contribuito quasi totalmente il gruppo degli studi professionali, vigilanza e case di cura (+470 mila ore). Tra le province, Ascoli Piceno osserva l’incremento maggiore (+192,7%) mentre diminuiscono le ore di Cig nelle province di Macerata (-3,8%) e, soprattutto, Fermo (-24,8%).
Cgil: “I settori in crisi sono quelli strategici per le Marche”
“La Regione – commenta Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche – intervenga sull’Irpef e sull’esenzione ticket a favore di famiglie e lavoratori che, con inflazione crescente, si trovano anche in Cig”. Per Eleonora Fontana, segretaria Cgil Marche: “La crisi che attraversa la regione è strutturale. La Cigs non accompagna la ripresa, ma ristrutturazioni senza piani industriali e dismissioni. Questi numeri raccontano con chiarezza il peggioramento delle condizioni materiali di lavoratori e famiglie che già faticano ad arrivare a fine mese. Per quanto riguarda i settori, quelli attraversati dalla crisi sono quelli strategici per le Marche”.






















