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Contratti

Rinnovo per un milione di operai agricoli e florovivaisti

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Siglato l'accordo. Previsto un aumento salariale del 4,7% nel biennio. "Orgogliosi di questo risultato - commenta il segretario generale della Flai Cgil Giovanni Mininni - La nostra preoccupazione principale era mettere al riparo quest'intesa dalle impennate dell'inflazione che continua a erodere il potere d'acquisto di chi lavora"

È stato siglato nella notte a Roma, presso la sede di Confagricoltura, il rinnovo del contratto nazionale degli operai agricoli e florovivaisti, scaduto a dicembre 2021 e in vigore fino al 2025. A darne notizia le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil che ricordano come l'intesa interessi un milione di lavoratrici e lavoratori del comparto

"Orgogliosi di questo risultato - commenta il segretario generale della Flai Cgil Giovanni Mininni - La nostra preoccupazione principale era mettere al riparo quest'intesa dalle impennate dell'inflazione che continua a erodere il potere d'acquisto di chi lavora"

"Nel rinnovo contrattuale - sottolinea una nota unitaria delle tre organizzazioni sindacali - è previsto un aumento salariale del 4,7% nel biennio che sarà erogato in tre tranche: il 3% a partire da giugno 2022, l’1,2% da gennaio 2023 e lo 0,5 a giugno 2023. Elemento innovativo è l'impegno a incontrarsi a settembre 2023 per verificare l’inflazione reale del biennio e rivalutare l’adeguamento economico. Tra i punti qualificanti del rinnovo si conferma il modello contrattuale che si articola a livello nazionale e provinciale. Per evitare ulteriori futuri ritardi nei rinnovi dei contratti provinciali di lavoro (Cpl), è stato definito che gli effetti economici abbiano decorrenza nell’ambito del biennio di riferimento". 

Grande rilievo viene dato alla bilateralità e al ruolo degli Ebat, gli enti bilaterali agricoli territoriali, con una serie di misure che prevedono il rafforzamento dell’integrazione fra scuola e lavoro e l’accesso prioritario alla formazione e all’informazione sui temi della salute e della sicurezza. È stata inoltre inserita l’opportunità di effettuare un monitoraggio, anche attraverso l’Eban, l'Ente bilaterale agricolo nazionale, per verificare le trasformazioni delle casse extra-legem in Ebat e viene rafforzato lo strumento delle convenzioni, utile alla salvaguardia e alla stabilizzazione occupazionale. 

Tra le novità in tema di welfare, un’integrazione del 20%, che si aggiunge all’80% attualmente riconosciuto dall’Inps, per i cinque mesi di maternità obbligatoria; per gli operai a tempo indeterminato, il riconoscimento di un assegno di solidarietà non solo per gravi patologie ma anche per interventi chirurgici e l’istituzione della Cassa Rischio Vita; l’aumento da due a tre mesi dell’indennità per lavoratrici vittime di violenza di genere.  Un altro elemento fortemente richiesto dalle parti sociali, e inserito nel contratto, è l’aggiornamento di alcuni profili all'interno della classificazione, in particolar modo per gli operai florovivaisti.

“Esprimiamo soddisfazione per i risultati ottenuti in questo rinnovo che giunge a soli cinque mesi dalla scadenza – concludono Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – e che rappresenta un segnale importante per gli operai agricoli che si sono affermati come essenziali anche durante la pandemia. L’accordo raggiunto è il compimento di un percorso durante il quale avevamo avanzato nella piattaforma unitaria proposte responsabili e aggiornate al contesto economico del comparto agricolo. Apprezziamo la disponibilità e il buon senso dimostrato dalle controparti nel riconoscere le giuste tutele, anche dal punto di vista economico, necessarie per rafforzare la capacità di acquisto dei lavoratori, di fronte alle tante sfide dovute anche alla crisi internazionale”.