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Novi Ligure

Pernigotti: sindacati, servono fatti concreti

Foto: Dario Fusaro / Agenzia Sintesi
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“Apprezziamo che per la prima volta dopo anni la proprietà Pernigotti abbia preso parte a una riunione in sede istituzionale, è un segnale importante, non siamo però soddisfatti delle risposte che ci sono state fornite”. A dirlo sono Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, commentando la riunione presso il ministero dello Sviluppo economico con la proprietà turca dell’azienda che si è tenuta giovedì 25 novembre.

“Riteniamo necessario fare chiarezza sul piano di rilancio dello stabilimento di Novi – spiegano i sindacati – in coerenza con quanto sottoscritto in occasione dell’apertura della cassa integrazione per reindustrializzazione e sulle azioni concrete messe in atto dall’azienda”. Flai, Fai e Uila riportano che “la famiglia Toksoz ha annunciato ipotesi di investimenti da parte di altri partner e 200mila euro di acquisto di nuovi macchinari in arrivo nelle prossime settimane”.

I sindacati, però, rimarcano che “non è la prima volta che assistiamo ad annunci simili, per cui abbiamo chiesto e ottenuto un nuovo incontro, entro fine dicembre, per conoscere più dettagli sia sulle eventuali negoziazioni in corso sia sui tempi di realizzazione degli investimenti”. Inoltre, si terrà “entro fine gennaio una nuova convocazione al Mise per verificare quanto realizzato sulla ripresa delle attività produttive e sugli investimenti commerciali che devono essere le priorità per dare certezze agli 80 lavoratori coinvolti”.

Flai, Fai e Uila registrano “positivamente che l’azienda abbia ribadito di voler tutelare il marchio e consolidare lo stabilimento italiano”. Ma chiedono al Mise di “continuare a tenere alta l’attenzione sulla vertenza, perché servono prove tangibili di una riorganizzazione dello stabilimento che al momento non si è ancora vista e per la quale appaiono decisamente insufficienti i 4 milioni di euro di investimenti previsti e non del tutto effettuati”.

L’unica cosa concreta vista finora, concludono le organizzazioni dei lavoratori, sono stati “gli ammortizzatori sociali messi in campo con risorse pubbliche, con una cassa che andrà in scadenza a giugno 2022. Nel frattempo, nello stabilimento di Novi non si è prodotto per la campagna natalizia e salterà anche quella pasquale, esattamente come lo scorso anno”.