Poste Italiane ha lanciato la sua offerta pubblica su Telecom Italia, che potebbe riportare lo Stato oltre il 50% del capitale. L’azienda mette sul piatto 10,8 miliardi, tra azioni e contanti, per acquisire l’intera società. 

“L'annuncio di Poste Italiane di voler acquisire l'intero pacchetto azionario di Tim è sicuramente una novità positiva per il Paese e mostra con sempre più evidenza la volontà dell'azienda di diventare la "piattaforma" digitale del Paese”. Così il segretario generale di Slc Cgil, Riccardo Saccone.

"Salutiamo con favore anche la volontà di investire sulle professionalità presenti in Tim – prosegue il segretario – alle quali vanno riconosciuti i sacrifici di questi anni che hanno contribuito alla tenuta aziendale nonostante le numerose scelte discutibili delle governance che si sono succedute nel tempo”.
Tra gli errori, la Slc Cgil annovera al primo posto la separazione della rete fissa, che il sindacato ha più volte definito con una metafora “lo spezzatino di Tim”. Dopo avere ceduto l’infrastruttura di rete fissa nel 2024, oggi l’azienda opera in prevalenza come una società di servizi di telefonia fissa e mobile.

Ma questa operazione indica chiaramente, secondo il leader sindacale, che sia ancora possibile percorrere una strada che riporti il Paese al centro della competizione tecnologica digitale internazionale, giocando un ruolo da protagonista in Europa “E questa strada – conclude Saccone – passa necessariamente per la ricostituzione di un campione nazionale integrato delle Tlc a controllo pubblico”.