“A voce alta” è il titolo scelto dalla Slc Cgil per celebrare i suoi primi trent’anni al fianco dei lavoratori della comunicazione. Due giornate che si sono tenute a Roma presso il Centro Congressi Frentani, per ricordare il passato, analizzare il presente e costruire il futuro. I lavori della prima giornata si sono aperti con il saluto del primo segretario generale, Fulvio Fammoni, che ha ripercorso le principali tappe che portarono, nel 1996, all’unione tra tra Filis, che in Cgil rappresentava i lavoratori dell'informazione e dello spettacolo, e i postelegrafonici di Filpt.
La staffetta del ricordo da Fammoni a Saccone
“Una scelta che seppe interpretare lo spirito del tempo” ha osservato dal palco l’attuale presidente dell’Assemblea Generale del sindacato confederale. Dopo Fammoni, sono intervenuti i segretari che gli sono succeduti, fino al passaggio ideale del testimone all’attuale segretario generale, Riccardo Saccone, che ha aperto la seconda giornata con la sua relazione. Rai, intelligenza artificiale, telecomunicazioni, cultura. Queste alcune delle parole chiave di un intervento che ha voluto ribadire il senso più profondo della missione sindacale: “dietro a ogni avanzamento tecnologico ci sono donne e uomini”.
Il momento teatrale con “Amorosi Assassini”
Non sono mancati momenti artistici, come lo spettacolo di Valeria Perdonò, attrice e cofondatrice di Amleta, l’associazione che riunisce decine di professioniste dello spettacolo impegnate sul tema del gender gap nel settore artistico, che con la Slc Cgil ha instaurato un forte e proficuo dialogo. Con il suo spettacolo “Amorosi Assassini” Valeria Perdonò ha emozionato la platea dei Frentani, chiamando il pubblico a una riflessione per nulla banale sul femminicidio.
La tavola rotonda sull’intelligenza artificiale
Nel corso della seconda giornata, invece, ampio spazio è stato dedicato alla vera grande sfida che riguarda il mondo della produzione tutto, ancora più quei settori legati alla comunicazione: la transizione digitale. “I.A. – un cambio di paradigma tra nuove prospettive e problemi inediti” è il titolo della tavola rotonda moderata dalla giornalista Simona Rossitto, Agenzia Radiocor - Sole 24 Ore. A confrontarsi sul tema Andrea Battistoni, componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sull’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro; Sergio Bellucci – direttore accademico Università per la Pace Onu; Daniele Bonacorsi, professore dell’Università di Bologna ed esperto di calcolo scientifico e big data; Nicoletta Iacobacci, esperta europea di etica e intelligenza artificiale.
Le riflessioni su transizione digitale e questione etica
E proprio la questione etica è stata al centro del dibattito, a partire dalla presa di coscienza di quanto le innovazioni tecnologiche stiano trasformando dalle fondamenta la nostra società. “Ciò a cui stiamo assistendo non è una crisi, alla fine della quale tutto torna come prima – ha detto Bellucci – ma una transizione che trasformerà radicalmente i modi di produzione e le relazioni sociali”. La tecnologia dunque non è né buona né cattiva ma governata, esperita come strumento per esplorare nuove forme democratiche e di libertà, contrastando l’uso autoritario e puramente legato al profitto che il mercato cerca di farne.
Le conclusioni di Maurizio Landini
Le riflessioni sulle sfide dell’intelligenza artificiale sono state anche al centro delle conclusioni affidate al segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Dobbiamo “disarmare l’intelligenza artificiale” ha detto il segretario, citando l’enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica Humanitas”. Landini ha dunque ribadito uno dei punti fermi dell’azione sindacale al tempo della transizione digitale: lavorare per partecipare sempre più alla fase di progettazione e decisione riguardo all’utilizzo delle tecnologie, essere presenti ai tavoli in cui si stabiliscono le nuove regole del gioco. E dunque, come sempre, seguire il faro della contrattazione.
























