Ancora una volta grazie, presidente Sergio Mattarella. Grazie perché ha deciso di prendere parola, di non accettare in silenzio lo sfregio e l’insulto che “altre istituzioni” hanno fatto nei confronti del Csm, organo costituzionale.

Grazie perché con le sue parole ha reso pubblica: “la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Consiglio superiore della magistratura. Soprattutto, la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare - particolarmente da parte delle altre istituzioni - nei confronti di questa istituzione”.

Così come ci ha insegnato Giovanni Falcone, come tutte le “cose umane” anche il Csm può sbagliare, come il governo, i singoli ministri e ministre a cominciare da quello della giustizia. Ma se il presidente della Repubblica, per la prima volta in 11 anni, ha sentito la necessità di presiedere i lavori ordinari del Csm, come decenni fa fece il presidente Sandro Pertini per difendere i magistrati da attacchi scomposti che li affiancavano alle Brigate Rosse, ciò vuol dire che siamo arrivati oltre il livello di guardia e a Lui spetta riaffermare e difendere la centralità e l’essenza della Costituzione.

Ma c’è di più. Sergio Mattarella ha voluto sottolineare che il suo intervento non è in qualità di presidente del Csm – carica che pure ricopre – ma che la presa di parola è del Presidente della Repubblica: “In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica - più che nella funzione di Presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica - avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica”.

Non è una sottolineatura da poco, il Presidente della Repubblica è il più alto custode della democrazia costituzionale e della Carta antifascista nata dalla Resistenza.

Interviene, il Presidente, perché sono appunto in gioco le fondamenta stessa della nostra democrazia, della nostra Repubblica. Per questo oltre a ringraziare, sottoscriviamo ogni parola e ogni pausa dell’intervento di Sergio Mattarella.