La Corte d'Assise di Latina ha condannato in primo grado a 16 anni di reclusione Antonello Lovato per la morte del bracciante agricolo Satnam Singh. I giudici hanno ritenuto l'imprenditore responsabile di omicidio volontario con dolo eventuale, riconoscendo che il lavoratore avrebbe potuto essere salvato se fossero stati tempestivamente allertati i soccorsi.

La Procura aveva chiesto una condanna a 22 anni. I giudici hanno concesso le attenuanti generiche, fissando la pena a sedici anni.

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I fatti risalgono all'estate del 2024. Singh, 31 anni, rimase gravemente ferito mentre lavorava nei campi dell'Agro pontino, perdendo un braccio a causa di un macchinario agricolo. Secondo quanto accertato nel processo, invece di chiamare immediatamente il 118, Lovato trasportò il bracciante con un furgone fino alla sua abitazione, abbandonandolo lì insieme all'arto amputato, avvolto in una cassetta.

All'esterno del tribunale, durante la lettura della sentenza, si è svolto un presidio promosso da Flai, Cgil e partecipato da molte associazioni per chiedere giustizia e ribadire il contrasto allo sfruttamento e al caporalato. Alla manifestazione ha partecipato anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Il sindacato si era costituito parte civile nel procedimento.

(Immagini concesse dal Tg3)