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Un nuovo bando per il servizio di ristorazione scolastica del Comune di Roma, un appalto quadriennale da 766 milioni di euro che unisce la promozione di un’alimentazione sana, la sostenibilità ambientale e la piena dignità e tutela del lavoro lungo la filiera agroalimentare. E che per la Flai Cgil, il sindacato dell’agroindustria, rappresenta un passo fondamentale: è di primaria importanza inserire premialità specifiche per le imprese che utilizzano prodotti provenienti dalla Rete del lavoro agricolo di qualità, oltre che dai beni confiscati alle mafie e dall’agricoltura sociale.
"Premiare chi sceglie le aziende iscritte alla Rete significa assestare un colpo concreto al caporalato e allo sfruttamento nei campi - dichiara Giovanni Mininni, segretario generale Flai -. Garantire che il cibo destinato ai nostri figli provenga da filiere che rispettano i contratti, i diritti e la sicurezza dei lavoratori agricoli trasforma la spesa pubblica in una leva strategica di legalità e di giustizia sociale".
Particolarmente virtuose sono le misure previste a tutela dell'occupazione e del lavoro nel settore della refezione: l’esclusione, nei servizi mensa, del subappalto finalizzato al massimo ribasso, la conferma della clausola sociale e l'applicazione del contratto nazionale dimostrano come la refezione scolastica possa diventare uno strumento di democratizzazione dell'accesso al cibo sano e sostenibile.
Inoltre, togliere dagli spuntini gli alimenti ultraprocessati, incrementare il biologico, le filiere corte, il pesce e i legumi significa garantire a ogni bambino il diritto alla salute e all'educazione alimentare, indipendentemente dal reddito familiare.
“Il nuovo bando va a toccare e rinforzare alcuni capisaldi della discussione e della elaborazione frutto anche del lavoro di questo anno del Consiglio del cibo e del suo presidente Fabio Ciconte – dichiara Stefano Morea, segretario generale Flai Cgil Roma e Lazio -. Da sempre sosteniamo che un cibo buono e sano è un cibo che proviene da lavoro regolare e non sfruttato. Un principio cardine, questo, della nostra attività sindacale che può diventare un atto fondamentale nella politica del cibo per la città di Roma e non solo, come abbiamo scritto tutti insieme durante i lavori dell’assemblea del Consiglio del cibo (organismo che aggrega associazioni, produttori e rappresentanti dei lavoratori, ndr): un sistema alimentare può dirsi sostenibile solo se garantisce lavoro dignitoso, tutela dei diritti e contrasto a ogni forma di sfruttamento lungo la filiera”.
“Il percorso tracciato dal Comune di Roma rappresenta una buona pratica che non deve rimanere isolata, ma essere valorizzata ed esportata in altri territori e settori – continua Mininni –. Chiediamo che questo impianto, fondato sul divieto di subappalto nelle mense, sulla tutela dei lavoratori del servizio e sul sostegno alle aziende agricole iscritte alla Rete, venga immediatamente applicato ed esteso anche ai servizi mensa del settore sanitario, ospedaliero e della pubblica amministrazione".






















