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Oltre 56mila denunce di infortunio e 13 morti. È il bilancio tracciato dall’Inail per i primi nove mesi del 2026 tra gli studenti italiani. Il dato evidenzia una netta crescita del 5,3% delle segnalazioni, che sono passate dalle 53.563 dello stesso periodo del 2025 alle attuali 56.388, ma anche l’impennata dei casi mortali, saliti da 7 a 13.
Impatto significativo sugli infortuni nazionali
L’ambiente scolastico, spiega l’Istituto, incide in modo significativo sulla casistica generale degli incidenti nel Paese. I casi che vedono coinvolti gli studenti di ogni ordine e grado arrivano infatti a rappresentare il 12% dell'intera totalità dei sinistri notificati all'Inail nel solo mese di settembre.
Morti quasi raddoppiati in un anno
L’aumento dei casi fatali, quasi raddoppiati su base annua, è l’elemento di maggiore allarme. L’Inail sottolinea che si tratta di rilevazioni di natura provvisoria. In attesa delle cifre definite, comunque, è già possibile tracciare un quadro abbastanza chiaro.
Analizzando la platea degli infortunati emerge una prevalenza della componente maschile, con il 58% dei casi che riguarda i ragazzi (in crescita del 5,4% rispetto al 2025). Il restante 42% che interessa le studentesse, in aumento del 5,1%.
Dal punto di vista anagrafico la fascia più colpita è quella dei giovanissimi: ben tre episodi su quattro coinvolgono alunni al di sotto dei 15 anni, lasciando la quota del 25% agli studenti da quella soglia di età in su. La quasi totalità degli eventi, pari al 94%, si registra all’interno delle scuole statali, mentre il circuito paritario e non statale raccoglie il restante 6%.
Gli incidenti nella formazione scuola-lavoro sono 664
La gran parte degli eventi dannosi, quantificabile nel 97% dei casi totali, si è verificata direttamente nel corso dello svolgimento delle attività scolastiche e didattiche, mentre il 3% ha riguardato gli incidenti avvenuti in itinere, ovvero lungo il tragitto che separa l'abitazione dall'istituto.
Continuano gli incidenti durante i percorsi formazione scuola-lavoro: le segnalazioni sono state 664, che fanno registrare un calo del 49% su settembre 2025, ma restano numeri molto elevati.
Lombardia e regioni del Nord in testa
L’Inail traccia poi la mappa del fenomeno. La Lombardia guida la classifica nazionale raccogliendo da sola il 24% delle denunce complessive, con un incremento dell’8,9% sull'anno precedente.
Segue l'Emilia-Romagna con il 13% dei casi, pur mostrando l'aumento percentuale più marcato pari al +13,6%. Poi il Veneto, che racchiude il 12% delle segnalazioni registrando una crescita del 3,5%, e il Piemonte che conta il 10% del totale con un aumento del 2,4%.






















