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Le segreterie nazionali di Fiom Cgil e Fim Cisl esprimono profonda preoccupazione per lo stallo in cui versa il gruppo Bcs, storica azienda di progettazione e assemblaggio di trattori che conta tre siti produttivi a Luzzara (Reggio Emilia), Abbiategrasso e Cusago (Milano).
“La crisi è strutturale e mette a rischio non solo la stabilità economica dell'azienda, ma la sopravvivenza stessa di un presidio industriale storico per il Paese”, dicono Fiom e Fim: “Nonostante gli annunci ufficiali e gli impegni presi in più sedi, l'amministratore unico continua a rinviare il deposito della domanda di amministrazione straordinaria”.
Le due sigle rilevano che “questa condotta incomprensibilmente dilatoria ha portato l'azienda a una situazione economica gravissima, di cui l'ingegner Castoldi porta la piena ed esclusiva responsabilità. Il protrarsi di questa gestione ha fatto perdere tempo prezioso e allontanato ogni prospettiva concreta di rilancio. Ogni giorno senza un intervento straordinario erode valore, compromette i rapporti con i partner commerciali, disperde le competenze tecniche e aggrava la crisi finanziaria”.
Di fronte a questo “immobilismo”, Fiom e Fim si attendono che “il collegio sindacale prosegua nella richiesta di messa in liquidazione dell'azienda, da trasformare poi in amministrazione straordinaria, a prescindere dalla mancanza di disponibilità della proprietà. È l'unico percorso che mette l'azienda al riparo e affida la gestione della crisi a soggetti terzi e qualificati”.
Le categorie sindacali ribadiscono che “l'ingegner Castoldi e la sua famiglia, pur detenendo le quote societarie, non sono e non saranno mai i proprietari della storia gloriosa del gruppo Bcs: quella storia è patrimonio dei lavoratori e del territorio. Le competenze, la professionalità e il sacrificio di generazioni di dipendenti hanno costruito un'eccellenza che non può essere sacrificata a errori manageriali personali o a logiche di chiusura padronale”.
“La difesa dei posti di lavoro e del tessuto produttivo non ammette esitazioni”, concludono Fiom e Fim: “Per chiedere risposte concrete a tutela dei 430 lavoratori, in occasione dell'incontro fissato per venerdì 6 novembre a Milano, alle ore 11 presso Assolombarda, sarà organizzato un presidio sotto la sede”.






















