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63.868 detenuti, a fronte di una capienza effettiva di 46.124 posti: nel 2025 il tasso di sovraffollamento ha toccato livelli mai visti, oltre il 138 per cento a livello nazionale. In 72 penitenziari si supera il 150 per cento, con punte oltre il 200. A fine anno i suicidi sono stati 80 fra le persone ristrette e 4 fra il personale, innumerevoli gli atti di autolesionismo, e si contano 238 morti per diverse cause.
Numeri drammatici
I numeri delle carceri italiane sono drammatici e aumentano con l'aumentare del sovraffollamento. Crescono le presenze e i suicidi e si aggravano molti dei problemi cronici di un sistema penitenziario ormai fuori controllo, dove la privazione della libertà diventa privazione della dignità.
Nel 2024 i tribunali di sorveglianza hanno accolto 5.837 istanze da parte di persone detenute, riconoscendo loro condizioni contrarie all'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani sulla proibizione della tortura. Intanto, il servizio sanitario non è in grado di garantire la presa in carico dei bisogni di salute dei carcerati: aumenta l’uso degli psicofarmaci, la presenza di persone con problemi legati alla salute mentale e all’uso di sostanze, così come quello di chi è in attesa di giudizio.
6 febbraio, assemblea aperta
Per tutti questi motivi un vasto cartello di organizzazioni della società civile, tra le quali la Cgil, organizza un’assemblea aperta il 6 febbraio a Roma, “Clemenza ed umanità nelle carceri italiane”: istituzioni, associazioni, volontariato, operatori, garanti condividono la necessità di iniziative comuni per superare una situazione che pone il nostro Paese fuori dalle convenzioni internazionali sui diritti delle persone e dal rispetto dei principi costituzionali.
Provvedimenti di clemenza
“Si è da poco chiuso il giubileo dei detenuti – dichiara Denise Amerini, responsabile dipendenze e carcere dell’area Stato sociale e diritti Cgil -, durante il quale, aderendo all’appello del Papa, sono stati richiesti da molti provvedimenti di clemenza, compresi amnistia e indulto, insieme a provvedimenti realmente deflattivi, a fronte del gravissimo sovraffollamento. Ma nulla è stato fatto. Anzi, le dichiarazioni di autorevoli esponenti del governo vanno nel senso opposto, arrivando a definire qualsiasi provvedimento deflattivo non solo inutile, ma addirittura una resa dello Stato, e il sovraffollamento come un fatto positivo. Il ministro della Giustizia ha avuto modo di dichiarare che è la solitudine che porta al suicidio, paradossalmente il sovraffollamento è una forma di controllo”.
Mancano spazi vitali
Secondo il bilancio di fine 2025 dell’associazione Antigone, nel 42,9 per cento delle carceri visitate non sono garantiti i tre metri quadrati di spazio vitale per persona, oltre la metà degli istituti ha celle senza doccia, nel 45,1 per cento mancano acqua calda o condizioni igieniche adeguate. E mentre ci sono carenze strutturali negli spazi per la socialità, la scuola, la formazione e il lavoro, il piano annunciato dal governo Meloni ha prodotto la perdita netta di posti e un sovraffollamento strutturale.
Delirio punitivo
“Le misure proposte, come gli interventi di edilizia penitenziaria non vanno nella direzione giusta – prosegue Amerini – e quelli normativi che l’esecutivo ha adottato mirano ad accrescere le fattispecie di reato, ad aumentare le pene, in un delirio punitivo, panpenalista che come unico risultato avrà quello di incrementare ulteriormente le presenze in carcere”.
Anche per Antigone a crescere è l’uso della detenzione come risposta quasi esclusiva ai conflitti sociali, alle fragilità e alle marginalità: nonostante che nel primo semestre del 2025 i reati denunciati siano diminuiti del 4,8 per cento rispetto all’anno precedente, sono aumentate le presenze. Grave anche la condizione del personale: in molti istituti mancano direttori a tempo pieno e i rapporti tra detenuti, agenti ed educatori sono insostenibili.
“È una situazione che riguarda tutti noi, la nostra società, il modello di società che vogliamo, il rispetto della nostra Costituzione, oggi sempre più sotto attacco – conclude Amerini -. L’assemblea Clemenza e umanità nelle carceri italiane sarà un’occasione per condividere analisi, proposte e iniziative di mobilitazione”.






















