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La Filctem Cgil Venezia respinge la rappresentazione di Porto Marghera come uno degli stabilimenti più pericolosi d’Italia, come scritto questa mattina sul quotidiano La nuova Venezia, giudicandola parziale e allarmistica. Secondo il sindacato, raccontare il polo industriale esclusivamente attraverso il tema del rischio significa ignorare il percorso compiuto negli ultimi decenni sul fronte della sicurezza, della tutela ambientale e della prevenzione.
Porto Marghera ospita uno dei principali poli chimici italiani, dove operano aziende come Versalis, che produce intermedi e prodotti della chimica di base, insieme ad altre realtà industriali come Eni, Sapio e Petroven. Un sistema produttivo che, sottolinea la Filctem, rappresenta un’importante fonte di occupazione diretta e dell’indotto.
“La sicurezza nasce dalla contrattazione e dagli investimenti”
Per il segretario generale della Filctem Cgil Venezia, Michele Pettenò, la sicurezza non può essere ridotta a uno slogan o a un titolo di giornale, ma è il risultato di un lavoro costante portato avanti grazie alla contrattazione sindacale e agli investimenti tecnologici realizzati negli impianti.
Il sindacato ricorda che le aziende del polo operano nel rispetto della normativa europea, compresa la direttiva Seveso, e che le procedure di emergenza e i controlli sono frutto di anni di battaglie sindacali finalizzate a garantire la tutela dei lavoratori, dell’ambiente e della popolazione.
La vertenza Versalis e il futuro della chimica italiana
La presa di posizione arriva in un momento delicato per il settore, mentre prosegue il confronto nazionale sul futuro di Versalis. La Filctem ribadisce la propria contrarietà alle scelte che, a suo giudizio, rischiano di determinare un progressivo ridimensionamento della chimica di base in Italia.
Per il sindacato, Governo ed Eni devono intervenire con politiche industriali capaci di rilanciare un comparto strategico, evitando lo smantellamento di produzioni considerate essenziali per il sistema manifatturiero nazionale.
“I lavoratori sono una risorsa, non un rischio”
Nel comunicato la Filctem sottolinea che le lavoratrici e i lavoratori di Eni, Versalis, Sapio, Petroven e delle aziende dell’indotto rappresentano un patrimonio economico e sociale per il territorio veneziano.
La transizione ecologica, conclude il sindacato, deve essere costruita attraverso occupazione stabile, manutenzione degli impianti, investimenti pubblici e privati e salvaguardia delle produzioni industriali, evitando di alimentare paure ingiustificate o di delegittimare il ruolo della grande industria. La Filctem Venezia conferma infine il proprio impegno nella difesa dell’occupazione, della salute pubblica e della sicurezza nei luoghi di lavoro.






















